Istituto di Montecatone Ospedale di Riabilitazione

Progetti e studi di ricerca

 

 

 

In corso

 

Questo studio multicentrico, coordinato dall’Istituto di Montecatone, si propone di analizzare l’impatto delle infezioni e colonizzazioni da MDR (microrganismi Multi-Drug Resistant) nei setting riabilitativi complementari della fase post-acuta del PDTAI (Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale Interaziendale) GRACER che, nell’Area Metropolitana di Bologna, organizza i servizi sanitari e socio-sanitari dei pazienti con Grave Cerebrolesione Acquisita (GCA), assicurando la presa in carico continuativa del paziente e dei suoi familiari. Tale PDTAI coinvolge la AUSL di Bologna (Ospedale Maggiore e Casa dei Risvegli), il Montecatone Rehabilitation Institute e il Presidio Ospedaliero Privato Accreditato Santa Viola.
La condizione di disabilità severa quale esito dello stato di coma secondario a trauma cranico, emorragia cerebrale, arresto cardiaco o altro, è considerata maggiormente suscettibile ai microrganismi MDR soprattutto nella fase post-acuta, distinguibile in due fasi e tre setting clinico-riabilitativi complementari: una fase precoce (sub-intensiva) e una fase tardiva (neuroriabilitazione intensiva e lungodegenza esperta). La Letteratura è sostanzialmente carente di studi italiani sul fenomeno delle Infezioni Ospedaliere Correlate all’Assistenza nella popolazione GCA nel contesto neuroriabilitativo e questo giustifica il presente studio che si propone inoltre di approfondire la correlazione fra alcune caratteristiche del paziente (parametri clinici, complicanze e Dispositivi Medici invasivi applicati) e la condizione di colonizzazione e/o infezione da microrganismi MDR, per individuare eventuali fattori di rischio comuni ai tre setting ospedalieri.


I pazienti che hanno subito una Grave Cerebrolesione Acquisita (GCA) presentano spesso alterazioni prolungate o persistenti dello stato di coscienza (Disordine della Coscienza, DOC) che compromettono l’interazione con l’ambiente circostante. L’istituto di Montecatone è partner di questa ricerca che coinvolge vari Ospedali e Centri riabilitativi italiani, coordinata dalla Fondazione G. Giglio di Cefalù (PA). Questo studio non-profit, che rientra in un obiettivo generale di migliorare la conoscenza dei meccanismi cronici di degenerazione dei neuroni dopo la GCA, si focalizza su pazienti DOC in Stato Vegetativo o in Stato di Minima Coscienza e intende valutare come il dosaggio di una proteina nel sangue, la Catena Leggera dei Neurofilamenti (NF-L), sia in relazione con il danno cerebrale e se sia in grado di predire l’evoluzione clinica dei pazienti. La durata dello studio è di 12 mesi, durante i quali si prevede il reclutamento complessivo di 100 pazienti, di cui circa 20 presso l’Istituto di Montecatone.


La Grave Cerebrolesione Acquisita (GCA) caratterizza un insieme di condizioni di origine diversa connotate da un danno encefalico severo, tale da determinare un coma della durata di almeno 24 ore e le cui conseguenze si protraggono nel tempo e determinano disabilità.  I pazienti che hanno subito una GCA presentano spesso alterazioni prolungate o persistenti dello stato di coscienza (Disordine della Coscienza, DOC) che compromettono l’interazione con l’ambiente circostante. Presso la UOC Gravi Cerebrolesioni dell’Istituto di Montecatone è stato avviato un percorso di miglioramento dell’assistenza dei pazienti DOC in Stato Vegetativo o di Minima Coscienza che prevede la simulazione di atti fisiologici: i pasti (colazione, pranzo e cena), attraverso l’incremento graduale della velocità nutrizionale tramite PEG (Gastrostomia Percutanea Endoscopica), e la verticalizzazione (seduta in carrozzina, semiseduta a letto, o in piedi passivamente). Lo scopo di questo studio osservazionale è quello di mettere in relazione questa pratica clinica con il verificarsi di episodi di infezioni respiratorie, con le fasi del sonno e con l’evoluzione dello stato di coscienza, del profilo cognitivo e del livello di disabilità. Si vuole inoltre descrivere l’impatto di questa pratica sulla gestione dei pazienti da parte degli operatori del team multi-professionale. È previsto l’arruolamento di 8 pazienti; il periodo complessivo di svolgimento dello studio è di circa un anno e mezzo. 


Nei pazienti tetraplegici con lesione completa del midollo spinale cervicale, specie in fase sub-acuta, le complicanze respiratorie sono molto frequenti e i polmoni spesso si ostruiscono a causa dell'accumulo di secrezioni e della contemporanea inefficacia del meccanismo della tosse. 
Il presente studio pilota si svolge nell'ambito della Unità Operativa Area Critica dell’Istituto di Montecatone e intende valutare una metodica fisioterapica innovativa per la disostruzione del polmone profondo, messa a punto da un team di professionisti dello stesso Ospedale. Tale metodica, denominata "T-PEP",  è basata sul principio della Pressione Positiva Espiratoria ed ha la peculiarità di essere applicabile a pazienti tracheotomizzati e ventilati meccanicamente. La T-PEP, concettualmente semplice ed economica, viene confrontata attraverso un disegno di studio randomizzato controllato con una metodica nota, basata sul principio della Ventilazione Percussiva Intrapolmonare (IPV), su una popolazione complessiva di 32 pazienti. Questa ricerca, della durata di 18 mesi, ha un obiettivo primario di sicurezza, ma intende raccogliere anche dati esplorativi di efficacia e contempla inoltre una analisi dei costi delle due metodiche in esame.

Il protocollo di studio è stato registrato sul database internazionale ClinicalTrials.gov con il codice NCT04142814.


I pazienti che sono in coma a causa di una grave lesione cerebrale acquisita (GCLA) in alcuni casi iniziano a recuperare la vigilanza e la coscienza entro qualche settimana dall’evento, mentre in altri casi, pur recuperando la vigilanza, possono continuare a presentare un disturbo dell’interazione con l’ambiente (Disorders of Consciousness, DOC). Il paziente DOC può manifestare uno Stato Vegetativo (VS), caratterizzato da veglia senza consapevolezza, che può evolvere, favorevolmente, in un’altra condizione denominata Stato di Minima Coscienza (MCS). Una delle tecniche non invasive per facilitare la ripresa di coscienza è la Transcranial Direct Current Stimulation (tDCS), già nota da tempo per altre indicazioni terapeutiche. La tDCS influenza il potenziale a riposo della membrana neuronale ed è in grado di esercitare una neuromodulazione della eccitabilità corticale. L’Istituto di Montecatone ha, recentemente, iniziato ad adottare nella pratica clinica la tDCS con un protocollo “classico”, cioè con stimolazione anodica in zona L-DLPFC (corteccia cerebrale prefrontale dorsolaterale sinistra). 
Questo studio osservazionale intende descrivere gli esiti di circa 50 pazienti DOC dopo trattamento con tDCS, con follow-up a breve, medio e lungo termine. I dati ottenuti saranno  confrontati con quelli di un gruppo di controllo “storico”, ovvero di pazienti DOC ricoverati presso l’Istituto nei 3 anni precedenti l’introduzione della tDCS. 
E’ atteso che i risultati ottenuti da questo studio, della durata di 18 mesi, potranno essere utili per fornire indicazioni concrete per la pianificazione di future ricerche, che potranno valutare l’efficacia di ulteriori tecniche/protocolli di applicazione della tDCS in pazienti DOC.

Il protocollo di studio è stato registrato sul database internazionale ClinicalTrials.gov con il codice NCT03367078.


Le Lesioni da Pressione (LdP) insorgono frequentemente in coloro che presentano ridotta mobilità e un deficit importante della sensibilità cutanea, pertanto la loro incidenza è molto alta nelle persone mielolese. Esse determinano un impatto severo sulla qualità della vita e rappresentano una possibile causa di allungamento dei tempi di degenza, di rallentamento dei programmi clinico-riabilitativi e di re-ospedalizzazione, e quindi anche di aumento dei costi sanitari associati all'assistenza. Questo studio preliminare intende verificare primariamente sicurezza e tollerabilità di un trattamento innovativo, non invasivo e a basso costo, da aggiungere a quelli normalmente in uso per la cura delle LdP in sede sacrale e talloneare, di grado medio-severo ed eventualmente anche recalcitranti. Il trattamento si basa sull'applicazione attorno alle LdP di un bendaggio elastico adesivo (conosciuto anche come “Kinesiotaping”, largamente noto e utilizzato nel mondo riabilitativo per altre indicazioni) per migliorare il flusso sanguigno e linfatico, notoriamente compromessi nelle zone peri-lesionali. Il protocollo per l’applicazione del nastro adesivo elastico è stato ideato da un team fisioterapico e infermieristico dell’Istituto di Montecatone, sotto supervisione medica. Si prevede il reclutamento di 24 soggetti in un periodo complessivo di studio di 15 mesi circa. A fronte di risultati incoraggianti, successivamente si potrà procedere alla pianificazione e conduzione di uno studio più accurato di efficacia del metodo sviluppato.

Il protocollo di studio è stato registrato sul database internazionale ClinicalTrials.gov con il codice NCT03220451.  


Una delle problematiche più frequenti nelle persone mielolese è il dolore, di svariata natura, spesso persistente e scarsamente responsivo ai trattamenti farmacologici. Fra i trattamenti alternativi più utilizzati per il dolore vi è l’agopuntura, ma gli studi in letteratura sulle persone con lesione al midollo spinale sono pochi e di qualità discutibile. Per questo motivo si è avvertita l’esigenza di uno studio randomizzato controllato che dimostrasse l’efficacia dell’agopuntura, a confronto con la stimolazione cutanea aspecifica con aghi, come trattamento aggiuntivo per il trattamento del dolore persistente nelle persone mielolese. Con tale studio si vuole verificare anche se l’agopuntura possa aiutare a diminuire l’assunzione di farmaci per il dolore, a migliorare la qualità della vita e a diminuire la sintomatologia ansiosa, o eventualmente depressiva, associata al dolore. 
Il protocollo di ricerca, redatto da professionisti dell’Istituto di Montecatone (promotore dello studio) assieme ad alcuni medici affiliati alla A.M.A.B. (Associazione Medici Agopuntori Bolognesi), prevede il reclutamento di circa 115 pazienti ricoverati a Montecatone, assegnati in modo causale ad uno dei due gruppi di trattamento. Il completamento dello studio è previsto in un periodo di 24 mesi circa.

Il protocollo di studio è stato registrato sul database internazionale ClinicalTrials.gov con il codice NCT03170557.  


Lo studio, promosso e coordinato dell’IRCCS Fondazione S. Lucia di Roma, si avvale della collaborazione del Montecatone Rehabilitation Institute e del centro riabilitativo francese Hôpital Raymond Poincaré di Garches per reclutare un totale di 300 persone con lesione midollare. L’indice SCI-ARMI (già sviluppato in passato nell'ambito di una precedente e ampia sperimentazione internazionale a cui parteciparono sia la Fondazione S. Lucia che l’Istituto di Montecatone) rappresenta la realizzazione delle abilità a parità di età, sesso e di alcuni fattori clinici. Esso è considerato una misura del successo del trattamento riabilitativo. Questo nuovo studio, di tipo osservazionale, intende comprendere come l’indice SCI-ARMI sia influenzato, al momento della dimissione ospedaliera, da un lato dalle comorbilità esistenti prima dell’evento lesivo midollare, dall'altro dalle complicanze eventualmente insorte durante la degenza ospedaliera riabilitativa. Si prevede che lo studio durerà complessivamente almeno cinque anni, in quanto si vuole conoscere l’evoluzione dell’indice SCI-ARMI anche oltre il ricovero riabilitativo, fino alla condizione di cronicità che si instaura durante la fase domiciliare post-dimissione. Questo studio può rivelarsi utile per evidenziare precocemente gruppi di soggetti mielolesi a maggior rischio di fallimento riabilitativo e per stabilire percorsi riabilitativi diversificati e più appropriati prima e dopo la dimissione ospedaliera.


All'interno del percorso riabilitativo neuromotorio che viene eseguito conseguentemente ad una lesione midollare di livello dorsale e con derivante paraplegia, lo step successivo al raggiungimento della posizione seduta in carrozzina è rappresentato dal miglioramento del controllo del tronco, necessario per molte attività nella vita quotidiana e quindi per l’autonomia del soggetto mieloleso. Sono tuttavia scarse le scale per la misura del controllo del tronco e la stessa correlazione fra livello di autonomia e controllo del tronco è descritta in letteratura in modo molto impreciso. Questo studio di ricerca intende pertanto approfondire questi aspetti, primariamente nella fase riabilitativa intensiva intraospedaliera e poi durante la fase successiva alla dimissione, fino alla condizione di cronicità. Siccome oggi esistono anche sensori di movimento wireless indossabili, non invasivi, di minimo ingombro e peso, questo studio prevede inoltre un obiettivo di “ricerca di base” per comprendere se tali sensori, idealmente più oggettivi, possono essere utilizzati anche per la misura e valutazione del controllo del tronco. Questa fase si avvale di una collaborazione con l’Università degli Studi di Bologna, in particolare con il Centro Interdipartimentale di Ricerca Industriale Scienze della Vita e Tecnologie per la Salute e con il Dipartimento dell’Ingegneria Elettrica e dell’Informazione «Guglielmo Marconi» (DEI).

Dopo il suo avvio, lo studio è rientrato nel  progetto complessoStep-by-step, co-finanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale POR FESR 2014-2020 della Regione Emilia-Romagna e coordinato dal Centro Interdipartimentale di Ricerca Industriale Scienze della Vita e Tecnologie per la Salute (CIRI-SdV) dell'Alma Mater Studiorum - Università di Bologna .

Step-by-step POR FESR 2014-2020 della Regione Emilia-Romagna.

Conclusi

 

Questo studio multicentrico è coordinato dal Dr. Anton Emmanuel (University College London Hospital) e vede la partecipazione di 10 centri europei, fra cui l’Istituto di Montecatone (in particolare la U.O.C. Riabilitazione Gastroenterologica e Medicina Interna/Day Hospital e Ambulatori). Lo studio si focalizza sull'uso del dispositivo medico Navina™ Smart per effettuare la terapia “Irrigazione Transanale” (TAI) per il controllo della defecazione. Il dispositivo è di recente introduzione sul mercato ed è prodotto da Wellspect Healthcare, che è anche lo sponsor di questa ricerca. Si intende pertanto valutare, su persone mielolese refrattarie ad altre terapie, il cambiamento dei sintomi della disfunzione intestinale neurogena (NBD) dopo l’utilizzo del  Sistema Navina™ Smart, rispetto alla condizione di base. Ci si propone inoltre di registrare eventuali eventi avversi a breve e lungo termine, legati al prodotto in sperimentazione e alla terapia TAI, e l’incidenza delle infezioni del tratto urinario nei soggetti arruolati.
La conduzione dello studio prevede un periodo complessivo di circa un anno ed il reclutamento di 150 soggetti, di cui 10 presso l’Ospedale di Montecatone.

Il protocollo di studio è stato registrato sul database internazionale ClinicalTrials.gov con il codice NCT02979808.


L’obiettivo primario di questo studio multicentrico, promosso dalla Società Italiana Midollo Spinale (SIMS) in collaborazione con il Centro Mielolesi dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana,  è quello di effettuare l’adattamento culturale in italiano (traduzione e validazione secondo standard internazionali) di alcuni questionari recentemente sviluppati dall’International Spinal Cord Society (ISCoS) con l’intento di sviluppare un sistema internazionale e standardizzato di raccolta dati sulla mielolesione: il “SCI Core Data Set” (dati clinici essenziali), il “International Spinal Cord Injury Pain Basic Data Set” (ISCIPBDS, sul dolore) e il “International Spinal Cord Injury Quality of Life Basic Data Set” (ISCIQoLBDS, sulla qualità della vita). E’ previsto che questa prima parte dello studio duri un anno e che vi partecipino almeno 10 Centri, fra cui il Montecatone Rehabilitation Institute. Lo studio proseguirà poi in tali Centri per un ulteriore anno, durante il quale verrà stimata la prevalenza del dolore attraverso la scala ISCIPBDS di cui sopra.


Lo studio, promosso dalla Fondazione svizzera non-profit AOSpine, di ampio respiro europeo e della durata di 5 anni circa, ha come obiettivo, in soggetti con mielolesione di origine traumatica, la valutazione dell’efficacia della decompressione chirurgica precoce rispetto a quella tardiva sugli esiti neurologici e funzionali e sulle complicanze. Nella Regione Emilia-Romagna l’Istituto di Montecatone vi partecipa di concerto con il Trauma Center dell’Ospedale Maggiore di Bologna. Lo studio prevede globalmente l’arruolamento di circa 300 soggetti mielolesi.

Il protocollo di studio è stato registrato sul database internazionale
ClinicalTrials.gov con il codice NCT01674764. 


Ne è capofila il Trauma Center dell’Ospedale Maggiore di Bologna e ne sono partner, oltre all’Istituto di Montecatone, anche il CIRI Scienze della Vita dell’Università di Bologna ed il Servizio Presidi Ospedalieri della Regione Emilia-Romagna. Lo studio, della durata di 3 anni e rinnovato per un ulteriore anno, è finanziato attraverso il bando della Ricerca Finalizzata 2010 del Ministero della Salute.
Questo studio, molto pionieristico, prevede l’identificazione di marcatori biochimici precoci nel liquido cerebrospinale, correlati con la prognosi del soggetto con mielolesione traumatica e utili all’individuazione di strategie terapeutiche per la limitazione del danno secondario che tipicamente si instaura successivamente al danno lesionale primario e che è responsabile di molte delle complicanze successive.

Il protocollo di studio è stato registrato sul database internazionale ClinicalTrials.gov con il codice NCT01861808

Risultati studio di ricerca:

Articolo pubblicato.

Negli ultimi anni la Comunità Scientifica sta riconoscimento sempre più il ruolo essenziale del Microbiota Intestinale (cioè il complesso dei microrganismi intestinali) sulla salute dell’essere umano, tant’è che le sue alterazioni sono già state associate ad un vasto numero di patologie. Lo scopo primario di questo nuovo studio multicentrico, promosso dal Montecatone Rehabilitation Institute e coordinato dalla U.O. Neurogastroenterologia e Riabilitazione Intestinale e dalla U.O. Unità Spinale, è quello di caratterizzare il Microbiota Intestinale di pazienti mielolesi acuti durante il loro primo ricovero in Unità Spinale, proprio perché in tale periodo è probabile che essi debbano essere sottoposti a terapie e approcci nutrizionali specifici che spesso ne alterano le caratteristiche intestinali. Si vuole inoltre iniziare a comprendere la relazione fra il Microbiota Intestinale, le caratteristiche cliniche e ambientali dei soggetti con lesione midollare e l’insorgenza di infezioni urinarie. I risultati potranno aiutare a migliorare la gestione degli approcci terapeutici, di quelli nutrizionali e le procedure cliniche, per mantenere al meglio la salute intestinale e, più in generale, il benessere della persona mielolesa. Questa ricerca ha come partner numerose Unità Spinali di ospedali italiani e, per la caratterizzazione “molecolare” del Microbiota, un gruppo di ricerca del Dipartimento di Farmacia e Biotecnologie dell’Università di Bologna. Un anno è il periodo stimato per il reclutamento dei circa 150 soggetti previsti e la conduzione dello studio. 


La riacquisizione del cammino rappresenta uno degli obiettivi primari delle persone con lesione midollare incompleta motoria, ma la somministrazione di interventi di riabilitazione personalizzati è limitata dalla scarsa disponibilità di strumenti clinici in grado di valutare con precisione la qualità del cammino, a meno che non vengano utilizzate strumentazioni sofisticate e ingombranti tipiche dei Laboratori di Analisi del Movimento, ma di difficile utilizzo nei contesti ospedalieri, anche se di alta specialità e complessità. In questo studio ci si propone quindi di superare questo limite impiegando sensori di movimento già disponibili in commercio (sistema WaveTrack IMU), indossabili, di minimo ingombro e utilizzabili in ambiente sia terrestre (ad es. palestra) che acquatico (ad es. piscina riabilitativa), per compiere una analisi oggettiva e dettagliata del cammino (la cosiddetta “gait analysis”) della persona mielolesa. E’ parte centrale di questa ricerca lo sviluppo di nuove modalità di elaborazione dei dati provenienti da tali sensori durante prove del cammino specifiche e standardizzate, oltre alla loro integrazione con molteplici dati clinici (anche Elettromiografia Dinamica di Superficie). Gli algoritmi (ovvero sequenze di calcoli e procedimenti) sviluppati serviranno a loro volta come base per la programmazione futura di un software per la valutazione quali-quantitativa del cammino in ambito ambulatoriale/ospedaliero.
Il reclutamento dei 50 soggetti mielolesi è previsto in un periodo di 18 mesi circa, tutti presso l’Istituto di Montecatone (che è anche il promotore dello studio), nell’ambito di una significativa collaborazione con i bioingegneri del Centro Interdipartimentale di Ricerca Industriale Scienze della Vita e Tecnologie per la Salute (CIRI-SdV) dell'Alma Mater Studiorum - Università di Bologna . 

Lo studio rientra nel  progetto complesso Step-by-step, co-finanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale POR FESR 2014-2020 della Regione Emilia-Romagna e coordinato dal CIRI-SdV.

 
Step-by-step POR FESR 2014-2020 della Regione Emilia-Romagna.

La scala di misura clinica SCIM III, ampiamente utilizzata da circa 10 anni in tutto il mondo, fu sviluppata dal Prof. Catz e dal suo team del Loewenstein Rehabilitation Institute in Israele per la valutazione del livello di autonomia funzionale nelle attività quotidiane delle persone con lesione midollare. Alla luce dei commenti e consigli pervenuti nel tempo, gli stessi Autori hanno recentemente sviluppato la quarta versione di tale scala, denominata SCIM IV: sebbene i concetti di base rimangano gli stessi, i cambiamenti più significativi riguardano l’unificazione degli item del “trasferimento” in un unico item e la discriminazione fra soggetti in grado di camminare o utilizzatori di carrozzina, al fine di migliorare la sensibilità verso i cambiamenti della performance della persona con lesione midollare. Gli Autori promuovono e coordinano quindi questo nuovo studio di ricerca, della durata di un anno, con l’obiettivo di validare la scala SCIM IV. Per garantire la generalizzabilità dei risultati, lo studio coinvolge oltre 20 centri riabilitativi in tutto il mondo, fra cui il Montecatone Rehabilitation Institute, e più di 500 persone con lesione midollare. Collabora anche l’Università di Milano per una parte delle analisi statistiche.


Il Montecatone Rehabilitation Institute, così come altri Centri riabilitativi in tutto il mondo, ha adottato recentemente nella pratica clinica un dispositivo innovativo per il training locomotorio, in aggiunta alle metodiche convenzionali: l’esoscheletro antropomorfo robotizzato EKSO-GT. Tale dispositivo è stato acquisito attraverso un contratto di noleggio operativo finanziato per il primo anno dalla Fondazione Montecatone Onlus. Questo studio di ricerca, di tipo descrittivo/esplorativo e della durata prevista di circa 2 anni, si propone di delineare le risposte al training riabilitativo con l’ EKSO-GT in una coorte di pazienti mielolesi incompleti motori, in un contesto di riabilitazione intensiva ospedaliera, valutandone al tempo stesso il grado di sicurezza e di tollerabilità. I risultati ottenuti da questo studio potranno essere utili alla definizione di protocolli d’uso dell’esoscheletro più specifici per le varie tipologie di persone mielolese.

Il protocollo di studio è stato registrato sul database internazionale ClinicalTrials.gov con il codice NCT02600013


Lo studio è promosso dal Prof. Garotti, affiliato al Dipartimento di Psicologia dell’Università di Bologna, e si svolge presso il Montecatone Rehabilitation Institute presso il quale uno dei trattamenti riabilitativi in uso per le persone con lesione  midollare ricoverate è il “programma di Riabilitazione attraverso il Gesto Sportivo” (RGS). Lo scopo della ricerca, realizzata prevalentemente grazie agli psicologi dell’Istituto, è quello di indagare le variazioni del benessere psicologico e il grado di piacere provato durante il percorso di RGS nelle persone mielolese. L’obiettivo finale è quello di comprendere meglio gli spazi di miglioramento possibili per individuare strategie efficaci che tengano conto delle caratteristiche personali e delle esigenze individuali della persona con lesione midollare. L’arruolamento previsto è di 80 soggetti e lo studio complessivamente durerà all’incirca un anno.


La gestione di questo studio pilota non-profit ha coinvolto operatori del Servizio Socio-educativo dell’Istituto di Montecatone, oltre ad alcune Esperte esterne le cui competenze si collocano sul versante della Medicina Narrativa, dell’autobiografia e della conduzione di gruppi di discussione (“Focus Group”). Questa ricerca si è proposta di individuare nelle narrazioni delle persone mielolese e dei loro caregiver gli elementi che aiutano a convivere con la disabilità e che favoriscono l’attivazione di una modalità positiva nell’affrontare le difficoltà. Si è indagato inoltre quali percorsi e informazioni in preparazione alla dimissione ospedaliera hanno favorito il reinserimento nella “vita” e quali sarebbero state invece le informazioni necessarie per migliorare i percorsi fra l’ospedale e le reti assistenziali territoriali, per rispondere ai nuovi bisogni e alle difficoltà che si presentano al rientro al domicilio. Lo studio, che ha fornito anche all’Istituto di Montecatone elementi utili per migliorare i percorsi di cura al suo interno, ha arruolato, nel corso di un anno circa, 28 persone con lesione midollare dimesse dall’Istituto da almeno 2 anni e 25 caregiver.
E’ stato anche realizzato un Focus Group con un team di operatori di Montecatone, coinvolti nella fase di dimissione dei pazienti e di rientro nell’ambiente domestico, familiare e sociale.

 

Risultati studio di ricerca:

Report definitivo.
Sintesi (In Volo n.1 - 2018).
 

Da questo studio di ricerca l’Associazione T.I.L.T. (Trasgressivo Imola Laboratorio Teatro) ha realizzato il Reading teatrale ‘Prove di resilienza - Dialoghi ispirati o tratti dalle storie di persone che hanno subito una lesione midollare’, in collaborazione con l’Istituto di Montecatone e la Fondazione Montecatone Onlus.
Lo spettacolo è andato in scena il 7 aprile 2019 in occasione della Giornata nazionale delle persone con lesione midollare.

https://youtu.be/Wx7Hc3e4ss0


Questo studio, coordinato dalla Fondazione IRCCS S. Lucia di Roma e condotto in stretta collaborazione con l’Istituto di Montecatone, intende valutare se la risposta motoria degli arti superiori risulti rallentata in soggetti mielolesi affetti da paralisi completa degli arti inferiori. A tale scopo viene monitorata in momenti successivi l’attività cerebrale correlata (potenziali ERP) durante un compito di discriminazione visiva che richiede una semplice risposta motoria con gli arti superiori, sia in soggetti mielolesi paraplegici, che in soggetti di un gruppo di controllo non affetto da mielolesione. Nel lungo periodo è prevedibile che questo studio, della durata di un paio di anni, possa contribuire al miglioramento delle tecniche riabilitative impattanti sulla neuroplasticità.

Risultati studio di ricerca:

Articolo pubblicato.

Ne è stato capofila l’Agenas (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali) e ne sono stati partner, oltre alla Regione Emilia-Romagna e quindi l’Istituto di Montecatone, altre 12 Regioni italiane sedi di Unità Spinale, il CERGAS-Università Bocconi di Milano e il Dipartimento Statistico dell’Università di Firenze. Il progetto, di durata biennale, ha beneficiato globalmente di un cospicuo finanziamento da parte del Ministero della Salute attraverso il bando Ccm-2012 e ha consentito la realizzazione di uno studio di incidenza delle mielolesioni con valenza nazionale, attraverso la predisposizione di una piattaforma informatica on-line, propedeutico all’analisi della rete assistenziale e all’individuazione delle sue criticità. Il progetto ha poi avviato l’elaborazione di una Linea Guida italiana clinico-organizzativa fondata su basi scientifiche, la definizione dei criteri di appropriatezza per il Codice 28 di specialità cliniche e discipline ospedaliere (riabilitazione intensiva in Unità Spinale), oltre ad una analisi dei costi dell’assistenza intraospedaliera delle persone mielolese.

Progetto (sito Ccm).
 

Risultati studio di ricerca:

Sintesi dati preliminari (sito Ccm).
Articolo pubblicato "Studio nazionale incidenza mielolesione".
Articolo pubblicato “Mielolesione traumatica, trend epidemiologico e predittori di outcome riabilitativo” .

Ha avuto come obiettivi lo sviluppo di dispositivi “scaffold” da impiantare in sede perilesionale mielica nel ratto e la successiva verifica di sicurezza ed efficacia di tali dispositivi, sempre su modello animale. Lo studio, della durata di 18 mesi circa, è stato realizzato dal Laboratorio NeuroTransMed del CIRI-SdV dell’Università di Bologna ed ha beneficiato di un finanziamento diretto da parte dell’Istituto di Montecatone.


Lo studio, promosso dalla SOMIPAR, ha avuto come capofila la U.O. di Urologia dell’Ospedale Civile di Dolo (VE) e come partner 9 ulteriori Centri italiani fra cui l’Istituto di Montecatone (Ambulatorio Neuro-urologico e Andrologico in particolare). Esso è stato realizzato attraverso la somministrazione di un questionario appositamente sviluppato ed ha avuto come obiettivi la descrizione della gestione della vescica durante la gravidanza in donne mielolese sia paraplegiche che tetraplegiche e l’ottenimento, nella stessa tipologia di soggetti, di dati epidemiologici (unici nel panorama italiano) sulla gravidanza, sul numero di gravidanze e di parti.

 

Risultati studio di ricerca:

Articolo pubblicato.

Ne è stato capofila l’Unità Spinale dell’Ospedale Niguarda di Milano e vi hanno partecipato le Unità Spinali dell’Istituto di Montecatone e dell’Ospedale Careggi di Firenze ed il Dipartimento di Psicologia e Scienze della Formazione dell’Università di Firenze. Lo studio, durato all’incirca un anno, era volto alla validazione e standardizzazione di una versione della scala di valutazione “Walking Index for Spinal Cord Injury II” per la somministrazione delle prove in acqua a pazienti para- e tetraplegici affetti da lesione midollare incompleta.


Promosso e realizzato dall’Area Critica dell’Istituto di Montecatone, lo studio si è prefisso primariamente di descrivere l’incidenza e la prevalenza delle lesioni endotracheali tardive in un gruppo di pazienti affetti da lesione midollare e/o cerebrale, decannulabili e sottoposti a fibrobroncoscopia per via nasotracheale; esso intendeva inoltre esplorare eventuali fattori di rischio che in pazienti cerebrolesi e/o mielolesi possano favorire l’insorgenza di tali lesioni.


L’indagine è stata promossa dall’ESCIF (European Spinal Cord Injury Federation) attraverso un questionario che ha coinvolto un vasto numero di Unità Spinali in tutta Europa. L’Istituto di Montecatone vi ha partecipato, su invito della F.A.I.P. (Federazione delle Associazioni Italiane Para-Tetraplegici). L’indagine ha avuto come obiettivo la raccolta di informazioni sui trattamenti, sulle raccomandazioni e sulle linee-guida relative alle antibiotico-resistenze nelle Strutture dei Paesi aderenti all’ESCIF che hanno in cura pazienti affetti da lesione midollare. Si sono inoltre volute comprendere le modalità con cui tali Strutture collaborano con i propri Enti Istituzionali competenti in materia. I dati raccolti hanno contribuito alla redazione, a cura dell’ESCIF, di un documento descrittivo contenente raccomandazioni rivolte alle persone con lesione midollare e ai professionisti coinvolti nella loro assistenza.

 
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