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Istituto di Montecatone Ospedale di Riabilitazione
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Modello organizzativo "231"

 

Modello di Organizzazione Gestione e Controllo ex D. Lgs. 231/2001

Dal Modello di Organizzazione, gestione e controllo ai sensi del Decreto 231/01 di Montecatone R.I. Spa, Parte generale, capitolo 3 e capitolo 5 (2018)

Sebbene l’adozione del presente Modello costituisca una “facoltà” e non un obbligo, la Società ha deciso di procedere con la sua adozione ed attuazione già dal dicembre 2013, in quanto consapevole che tale sistema rappresenti un’opportunità per migliorare la sua Corporate Governance, cogliendo al contempo l’occasione dell’attività svolta (analisi dei rischi potenziali, valutazione e adeguamento del sistema dei controlli già esistenti sui processi sensibili) per sensibilizzare le risorse impiegate rispetto ai termini del controllo dei processi aziendali, finalizzato ad una prevenzione “attiva” dei reati.
[...]
La redazione del presente Modello è stata preceduta da una serie di attività preparatorie suddivise in differenti fasi e dirette tutte alla costituzione di un sistema di prevenzione e gestione dei rischi specifici connessi ai reati presupposto ex Dlgs 231/01. La revisione del 2016 ha avuto come oggetto, allo stato, i seguenti reati: 
a) indebita percezione di erogazioni, truffa in danno dello Stato o di un ente pubblico o per il conseguimento di erogazioni pubbliche e frode informatica in danno dello Stato o di un ente pubblico (art. 24 del Decreto); concussione, induzione indebita a dare o promettere utilità e corruzione (art. 25 del Decreto);
b) reati societari (art. 25-ter del Decreto);
c) omicidio colposo o lesioni gravi o gravissime commesse con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro (art. 25-septies del Decreto);
d) ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita (art. 25-octies del Decreto);
e) reati ambientali (art. 25-undecies del Decreto);
f) impiego di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare (art. 25-duodecies del Decreto).
Per quanto riguarda le restanti categorie di Reati Presupposto previste dal Decreto si è ritenuto che, alla luce dell’attività principale svolta dalla Società, del contesto socio-economico in cui opera e dei rapporti e delle relazioni giuridiche ed economiche che usualmente la stessa instaura con soggetti terzi, non siano presenti profili di rischio tali da rendere ragionevolmente fondata la possibilità della loro commissione nell’interesse o a vantaggio della Società e pertanto non si procede alla revisione delle relative Parti Speciali.

La revisione del 2018 ha adeguato il Modello ai mutamenti organizzativi introdotti dall’adozione del nuovo statuto, in particolare con la nomina della figura del Direttore Generale e del Revisore legale dei conti, nonchè alle novità normative rilevanti per la Società.a) identificazione delle attività/processi sensibili (asisanalysis) - attraverso l’esame della documentazione aziendale (organigramma, deleghe di poteri e procure formalizzate, attività svolte, sistema di governance, verbali dei Consigli di Amministrazione, disposizioni organizzative, ecc.) ed una serie di interviste e colloqui con soggetti preposti ai vari settori dell'attività aziendale sono stati individuati i processi e le attività soggetti al rischio di possibile commissione dei reati indicati dal Decreto;
b) identificazione delle azioni di miglioramento (gap analysis): sulla base della situazione esistente come sopra accertata, sono state individuate e successivamente implementate le azioni necessarie per il miglioramento del sistema di controllo interno e dei requisiti organizzativi essenziali per la predisposizione del Modello, anche alla luce degli episodi “sentinella” o di quelli che hanno portato a situazioni potenzialmente integranti reati presupposto;
c) definizione e formalizzazione del Modello: sulla base dei risultati delle fasi di analisi, si è provveduto alla definizione e formalizzazione degli elementi del Modello, tra cui:
- l’individuazione e la predisposizione dei principi di comportamento generali e specifici e delle procedure aziendali tese a disciplinare in dettaglio le modalità operative di svolgimento delle attività nelle aree a rischio di reato;
- l’individuazione dell’Organismo di Vigilanza, con attribuzione allo stesso di specifici compiti di vigilanza sull’efficace e corretto funzionamento del Modello;
- la predisposizione di un idoneo sistema sanzionatorio disciplinare e di un adeguato sistema di formazione e diffusione del Modello;

Il presente Modello si compone di:

• una Parte Generale, che comprende una breve disamina delle componenti essenziali del Modello, tra cui l’individuazione delle categorie di reato rilevanti per la Società, l’individuazione dei destinatari del Modello, le caratteristiche principali, le funzioni e i poteri dell’Organismo di Vigilanza, il sistema sanzionatorio posto a presidio delle violazioni alle prescrizioni contenute nel Modello, nonché il sistema di formazione e comunicazione del Modello;
• n. 14 Parti Speciali, destinate all’individuazione delle attività risultate sensibili alla commissione dei Reati Presupposto, nonché dei principi e delle regole di organizzazione, gestione e controllo generali e specifiche deputate alla prevenzione dei rischi di commissione delle categorie di reato interessate.

Sono, inoltre, parte integrante del presente documento il “Catalogo dei reati presupposto” (Allegato 2) e lo “Statuto dell’Organismo di Vigilanza” (Allegato 3), nonché tutte le disposizioni, i provvedimenti interni, gli atti e le procedure operative che di questo documento costituiscono attuazione.
L'Organismo di Vigilanza ai sensi del Decreto 231/01 risulta così composto:
Dott.ssa Vladimira Lanzoni, Dottore Commercialista (Presidente)
Avvocato Francesca Cardelli Nanni (Segretaria)
Dott.ssa Claudia Corsolini (membro interno)

Per contattarlo scrivere al seguente indirizzo di posta elettronica: odvmontecatone@gmail.com

A seguire rendiamo disponibili i documenti aziendali sul tema relativi al modello:

 
 
 
 
Ultima Modifica: 09/04/2019