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Istituto di Montecatone Ospedale di Riabilitazione
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“La scoperta dei neuroni specchio”

Meccanismo Mirror. Implicazioni sociali e Mediche

 
Focus D con il Prof. Giacomo Rizzolatti e partecipazione di Montecatone
 

Martedì 22 marzo 2016, alle ore 20,45, presso il Circolo Sersanti, Piazza Giacomo Matteotti 8 - Imola, l'associazione FocusD e Montecatone Rehabilitation Institute Spa con il patrocinio dell'Ausl di Imola, hanno organizzato un incontro con il Prof. Giacomo Rizzolatti dal titolo “La scoperta dei neuroni specchio” Meccanismo Mirror. Implicazioni sociali e Mediche.

La scoperta di questi neuroni inizia con l’analisi di alcuni semplici gesti di uso comune, come il raggiungere qualcosa o l’afferrare con la mano, che hanno come protagonisti il sistema motorio; il conoscere il meccanismo Mirror ha  smentito  l’idea, dominante per decenni, che le aree motorie svolgano un compito esclusivamente esecutivo privo di valenza sia percettiva che cognitiva. Oggi sappiamo che tale sistema è composto da un mosaico di aree frontali e parietali strettamente connesse con le aree visive, uditive, tattili e dotate di proprietà funzionali molto più complesse di quanto ci si potesse aspettare.  Si tratta di un particolare tipo di neuroni, scoperti originariamente nella corteccia motoria di scimmia con l’inserimento intracorticale di elettrodi e poi riscontrati anche nell'uomo tramite metodi non invasivi di imaging cerebrale che visualizzano l’attività di intere aree.  Si attivano sia quando si compie un’azione che quando la si osserva; non diversamente dai primati non umani, noi non ci limitiamo a compiere movimenti ma i nostri movimenti sono finalizzati a raggiungere, afferrare, mordere…In questi atti si concretizza la nostra conoscenza esperienziale dell’ambiente, quello che fa un altro fa risuonare qualcosa che so fare anch’ io. I neuroni promotori si attivano mentre compiamo un movimento, tuttavia, per alcuni di essi, l’attivazione è innescata  dalla semplice osservazione dell’oggetto, per altri anche dalla visione di un terzo che compie l’azione. Si tratta in entrambi i casi di neuroni bimodali, motori e percettivi insieme; non solo la percezione appare immersa nella dinamica dell’azione, risultando più articolata di come si pensasse in passato, ma “il cervello che agisce è anche e innanzitutto un cervello che comprende”. Alla luce di questo meccanismo il ruolo svolto dal sistema motorio all'interno dell’intero sistema cognitivo, viene reinterpretato: i neuroni bimodali, individuati sia in modalità motoria-visiva che motoria- uditiva,  appaiono implicati in processi di alto livello, particolarmente nel riconoscimento percettivo di oggetti e azioni, nella comprensione del loro significato. 

Al sistema specchio sono state attribuite sia una funzione imitativa di gesti  appartenenti al nostro repertorio o appresi, che una funzione comunicativa ipoteticamente  connessa con l’origine del linguaggio umano basata sull'integrazione di un sistema orofacciale con uno manuale. Anche il riconoscimento delle emozioni altrui, prerequisito essenziale per il comportamento empatico che sottende gran parte delle relazioni interpersonali e sociali, poggia su un insieme di circuiti neurali che, pur differenti, condividono quelle proprietà specchio già individuate nella comprensione delle azioni .  Per la psicologia cognitiva, ascrivendo al sistema motorio attributi cognitivi che unificano le azioni esterne all'individuo con l’esperienza personale, è una scoperta rivoluzionaria.

In campo applicativo la scoperta  apre possibilità di intervento sull'autismo, sindrome  nella quale il meccanismo specchio non funziona bene , il mondo delle emozioni e delle intenzioni altrui è precluso forse per funzionamento non corretto delle sinapsi. Si apre un campo di intervento anche per le persone con insulti cerebrali tramite la possibilità di mantenere vive le sinapsi con appositi filmati in grado di riattivare il sistema motorio.

Giacomo Rizzolatti, laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Padova,  ottiene nel 1964 la specializzazione in Neurologia, nel 1967 diventa prima assistente e poi professore ordinario di Fisiologia Umana presso l’Università di Parma dove, dal 2002, è direttore del Dipartimento di Neuroscienze . Dal 2012 insegna Basi Neurofisiologiche delle Funzioni Cognitive presso la Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. E’ membro dell’Accademia Europea, dell’Accademia Nazionale dei Lincei, membro onorario della Società Italiana di Neuroscienze di cui è stato presidente.

Il 1°maggio 2014 gli è stato conferito a Copenaghen il premio Brain con la motivazione: “per la ricerca pionieristica sui meccanismi cerebrali che sottendono alle funzioni umane complesse come l’alfabetizzazione, l’abilità di calcolo, cognizione e comportamento, e gli sforzi di comprensione dei disturbi cognitivi e comportamentali”.

 
Ultima Modifica: 16/03/2016