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Istituto di Montecatone Ospedale di Riabilitazione
Quelle lacrime mute delle donne con disabilità vittime di violenza
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Quelle lacrime mute delle donne con disabilità vittime di violenza

 

Silent Tears è una mostra multimediale della fotografa di fama internazionale Belinda Masone e delle artiste emergenti con disabilità Dieter Knierim, Margherita Coppolino e Denise Beckwith.

 
Quelle lacrime mute delle donne con disabilità vittime di violenza

“Se non ci sono le storie, c’è il silenzio.
Se non raccontiamo le storie, non abbiamo voce.
Se le storie non vengono ascoltate, siamo invisibili.
È ancora più difficile, quando le storie sono difficili da ascoltare e impossibili da immaginare
.”
Belinda Mason 2015.

 

Le lacrime mute [Silent tears] arrivano nel momento in cui ci sentiamo più sole, vulnerabili e perse. Sono il segno di una svolta decisiva verso la speranza, l’unione e la forza. La forza di questa mostra risiede nelle storie condivise dalle partecipanti, donne con disabilità che sono state vittime di violenza e donne che sono diventate disabili a causa di una violenza.

La componente nazionale australiana della mostra conta 25 partecipanti e la componente internazionale di Silent Tears, il cui completamento è previsto per il 2017, comprenderà le storie di 25 donne con disabilità provenienti da cinque continenti e 20 paesi. 
Silent Tears è rappresentativa della violenza sulle donne nel mondo e garantisce l’inserimento delle esperienze vissute e delle voci delle donne con disabilità che hanno subito violenze nel dibattito sulla violenza commessa su tutte le donne. Così facendo, Silent Tears aderisce alla definizione di violenza contro le donne delle Nazioni Unite (ONU), ovvero ogni atto di violenza fondata sul genere che abbia come risultato, o che possa probabilmente avere come risultato, un danno o una sofferenza fisica, sessuale o psicologica per le donne, incluse le minacce di tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, che avvenga nella vita pubblica o privata. (ONU, Dichiarazione sull'eliminazione della violenza contro le donne, 1993, p.1)

Le narrazioni sono una parte importante dell’inizio del processo di guarigione e sono una componente essenziale delle politiche volte a incrementare la prevenzione della violenza su donne e ragazze con disabilità. Silent Tears fornisce un palco per condividere le narrazioni delle donne, per dare loro forza e potere. La condivisione convalida le esperienze e permette alle donne di raggiungere una comunità più vasta, al fine di spostare la propria percezione e aumentare la consapevolezza del problema della violenza sulle donne con disabilità. Le partecipanti di Silent Tears sono un esempio della vastità della definizione di disabilità e della vastità della definizione di violenza, inoltre con le loro esperienze dimostrano le intersezioni di cultura, genere e identità.
Le partecipanti hanno collaborato da protagoniste con le tre artiste, creando opere basate sulle storie di donne con disabilità le cui esperienze comprendono violenza psicologica, fisiologica, fisica, emozionale, economica e culturale. Le partecipanti hanno condiviso storie che comprendono violenza domestica, sterilizzazione forzata, trauma psicologico, mutilazione genitale femminile e abbandono e abusi sessuali all’interno di strutture o da parte di membri familiari. Il pubblico potrà sperimentare una comprensione più profonda della diversità di violenza, discriminazione e sopravvivenza.

Silent Tears offre alle donne con disabilità l’opportunità di utilizzare la mostra come un palco per dar voce alla propria esperienza di violenza, in maniera incontrastata e alle proprie condizioni. Le partecipanti scelgono se rivelare poco o tanto della propria identità e della propria storia, sapendo che in questo modo sostengono le donne nella consapevolezza di non essere sole nelle loro esperienze di violenza. La mostra costituisce un centro di discussione, formazione e sensibilizzazione – fornendo un impulso per il cambiamento sociale. 

Al seguente link è possibile scaricare il fascicolo informativo, segnaliamo anche che tutte le persone interessate a parteciparvi in qualche modo possono accedere a una specifica pagina web, disponibile anche in lingua italiana. 

 
  • La partecipazione al progetto Silent Tears è aperta alle donne disabili che hanno subito violenza e alle donne che sono diventate disabili a causa di una violenza. 
  • Ogni donna disabile che partecipa può selezionare un’organizzazione a supporto della propria storia personale fornendo un contenuto scritto (e audio) che spieghi le ragioni della violenza e/o il contesto sociale e politico.
Ultima Modifica: 02/07/2018