Presentazione

Le linee guida per le attività di riabilitazione pubblicate nella G.U. della Repubblica del 30.05.98 definiscono la riabilitazione: “un processo di soluzione dei problemi e di educazione nel corso del quale si porta una persona a raggiungere il miglior livello di vita possibile sul piano fisico, funzionale, sociale ed emozionale”. E’ un processo basato essenzialmente sulla centralità dei bisogni della persona nella sua globalità.
Per raggiungere un buon livello di efficacia tale processo deve essere mirato su obiettivi plurimi, programmati in maniera integrata, affinché l’autonomia raggiungibile nei diversi ambiti possa tradursi in autonomia della persona nel suo complesso e comunque in una migliore qualità della vita.
La “riabilitazione professionale” diviene – all’interno dell’intero percorso - un bisogno fondamentale per la persona che ha subito un trauma, in quanto l’inserimento o il reinserimento al lavoro rappresenta un ritorno alla “normalità” ed alla vita.

Purtroppo i sistemi più diffusi per ‘recuperare’ i soggetti traumatizzati al mondo del lavoro, come il collocamento obbligatorio o il collocamento in attività compatibili, risultano a tutt’oggi inadeguati, nonostante i notevoli sforzi fatti in questi anni da tutti gli attori in campo, poiché non sempre vengono integrati con misure di adattamento dell’ambiente e del posto di lavoro rese possibili dallo sviluppo delle nuove tecnologie e dalle buone pratiche messe in campo dalla sperimentazione di progetti personalizzati.


Il quadro viene aggravato ulteriormente da alcuni elementi:

- la non sempre adeguata preparazione professionale degli operatori del settore (formatori, orientatori, collocatori, assistenti sociali) che operano nei confronti di questo particolare target e delle loro famiglie con gli stessi strumenti e metodologie utilizzati per i soggetti con deficit congenito e senza valutare le differenze di vissuti, di bisogni e di attese;

- il persistere di regole nel mondo della formazione che mantengono nei fatti le offerte formative ancora troppo ancorate alla visione del corso con la conseguente difficoltà di strutturare percorsi di orientamento / formazione / qualificazione altamente flessibili, individualizzati e precoci;

- la mancanza di interventi tempestivi ed integrati di riabilitazione funzionale e di riabilitazione socio-lavorativa, tesi ad impedire che le conseguenze del trauma diventino irreversibili.

Enaip Emilia-Romagna, forte della sperimentazione effettuata sul territorio regionale con il progetto “Asiha”, i l cui risultato principale raggiunto è stato quello di elaborare un modello culturale e formativo innovativo, che ha coinvolto tutti i settori della riabilitazione, della socializzazione, dell’orientamento/formazione e della ri-occupazione lavorativa, ha realizzato in stretta sinergia con Montecatone Rehabilitation Institute spa il progetto “INVOLO” che ha goduto dei finanziamenti della Regione Emilia-Romagna e del Fondo sociale europeo nell’ambito dell’ob 3.

Il percorso progettuale ha messo in campo diversificate azioni tra loro intrecciate:

1) percorso accoglienza/consulenza orientativa volta a:
- sviluppare nei pazienti capacità e abilità nei processi di scelta professionale attraverso un processo di ricostruzione delle esperienze precedenti;
- valorizzare il patrimonio delle risorse personali e professionali delle persone con mielolesioni.

2) Percorsi di formazione personalizzata e work experiences articolati in tre distinti sottoprogetti che si sono svolti tutti presso la struttura ospedaliera di Montecatone coinvolgendo 12 persone con mielolesione:
- Informatica di base e simulazione di un contesto lavorativo (180 ore)

- Telelavoro e work experiences (150 ore) svolto in collaborazione con Cna di Imola
- Consulente alla Pari (150 ore) svolto in collaborazione con ASPHI

3) Ricerca-inchiesta volta a definire i bisogni e le aspettative delle persone con esiti di gravi lesioni spinali e delle loro famiglie attraverso l’analisi delle strategie agite per la riorganizzazione dei loro progetti di vita.


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