Diagnosi e trattamento intestino neurogeno

Obiettivo primario della riabilitazione intestinale nei pazienti è riequilibrare l’ecosistema nel lume intestinale, a stretto contatto con la barriera epiteliale.

L’Istituto propone ai pazienti ricoverati o alle persone esterne con lesione midollare, un servizio specialistico multidisciplinare per la gestione dell’intestino neurologico.

Vengono affrontati i problemi di stipsi, di difficoltà alla defecazione, di incontinenza sia conseguente all’alterato controllo sfinterico che da alterata percezione/sensibilità retto-anale. Il laboratorio è attrezzato per l’esecuzione di esami come lo Studio del Transito Intestinale Totale e segmentario.

Le funzioni gastrointestinali e digestive e in particolare il controllo della evacuazione si evidenziano, nella persona con lesione midollare, come uno dei maggiori problemi, sia in relazione alla qualità di vita, sia in termini di morbilità e di mortalità.

L’attenzione a queste problematiche è sempre stata alta a Montecatone, con investimenti significativi in termini di dotazione di personale specializzato, formazione del personale, sperimentazione ed attività di ricerca. Il trattamento dell’intestino neurogeno è uno dei servizi specialistici proposto nei percorsi riabilitativi che la persona con lesione midollare affronta durante il suo primo ricovero nell’Unità Spinale.

L’obiettivo primario della riabilitazione intestinale nei pazienti con lesione midollare è quella di riequilibrare l’ecosistema presente nel lume intestinale, costituito dal microbiota che è a stretto contatto con la barriera epiteliale. In seconda battuta, essendo quasi sempre impossibile recuperare una evacuazione fisiologica è necessario adottare delle modalità con cui programmare lo svuotamento intestinale, modalità che devono garantire una sua completezza e nel contempo non devono richiedere tempi eccessivi e non risultare lesive della regione ano-rettale.

I target della riabilitazione intestinale sono:

  • 1

    confinare la defecazione nel momento della giornata ritenuto migliore sulla base degli impegni del paziente, della disponibilità di assistenza, avendo la certezza che il metodo scelto per questa evacuazione “programmata” sia efficace, non fallisca nell’indurre una defecazione e che il tempo da dedicarvi non superi complessivamente i 60 minuti;

  • 2

    avere la sicurezza che l’intervallo tra due defecazioni programmate sia libero da evacuazioni non desiderate, incontinenza, imbrattamenti;

  • 3

    evitare malesseri addominali (gonfiore, distensione addominale, dolore) e prevenire l’evenienza di complicanze come sanguinamenti, patologia emorroidaria, ragadi, prolasso mucoso del retto, dilatazione del viscere, impaccio fecale ecc in relazione alla modalità scelta per la stimolazione della defecazione e/o negli intervalli;

  • 4

    raggiungere la massima indipendenza/autonomia possibile nell’espletamento di questa sempre delicata funzione viscerale (uso della toilette/comoda, libertà di evacuazione in una qualsiasi toilette);

  • 5

    garantire uno svuotamento completo che eviti l’accumulo ed il ristagno di residui fecali, dato che non è correlato ad un senso di benessere e soddisfazione anche per lungo tempo;

  • 6

    contrastare il trasferimento di batteri del lume intestinale con contaminazione della vescica e quindi episodi di colonizzazione o infezione urinaria;

  • 7

    evitare manipolazioni eccessive della dieta, utilizzo di antibiotici, farmaci lassativi di tipo stimolante o irritante, permettendo invece di associare alla modalità di stimolazione

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