Programma abilitazione e vita indipendente

L’obiettivo è duplice: favorire l’adattamento alla condizione di disabilità e l’acquisizione di consapevolezza dei propri diritti

Il Programma, trasversale a tutte le Unità Operative di degenza, si prefigge di dare concretezza alle disposizioni della Convenzione internazionale sui diritti delle persone con disabilità.

La finalità del programma è di favorire l’adattamento alla condizione di disabilità (sia da parte del paziente sia del nucleo familiare) e l’acquisizione di consapevolezza dei propri diritti umani nonché la riprogettazione del percorso personale e familiare in modo coerente con gli obiettivi della “Vita Indipendente”.

Le aree di intervento

Le aree di intervento, multidisciplinari, sono quattro, articolate con particolare riferimento a:

  • 1

    Empowerment delle capacità e delle competenze

  • 2

    Costruzione e monitoraggio delle condizioni ambientali per il rientro

  • 3

    Palestre di vita

  • 4

    Supporto alla pari

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Empowerment delle capacità e delle competenze

L’area pone attenzione alle iniziative interne all’ospedale che proiettano la persona verso la vita quotidiana, offrendo concreti esempi di attività fattibili e spunti per pensare a nuovi modi per vivere in pienezza il diritto allo studio, al lavoro, alla vita sociale e ricreativa.

Scuola in ospedale

L’attività didattica avviene al mattino e nel primo pomeriggio, assicurando l’indispensabile flessibilità dell’orario anche in relazione alla riabilitazione e alle cure sanitarie che il Paziente deve effettuare.  Le lezioni si svolgono in appositi spazi (biblioteca, aula informatica) o direttamente in camera, se il ragazzo è ancora impossibilitato ad alzarsi dal letto. L’efficienza del servizio viene misurata sulle azioni intraprese per consentire ai pazienti un ritorno, il più normale possibile, alla vita quotidiana.

Attività socializzanti

In Istituto le attività socializzanti (laboratori, percorsi formativi, proposte culturali e Pet Therapy) rientrano a pieno titolo nel Progetto riabilitativo personalizzato: queste azioni sono fondamentali in un ambito di cura che deve necessariamente prevedere la progressiva consapevolezza, non solo del paziente, ma anche del contesto familiare, di poter convivere in futuro con una disabilità, con conseguente attivazione dei necessari processi di adattamento; è importante inoltre favorire l’opportunità di misurarsi con le proprie capacità, scoprendo nuovi interessi e/o recuperando vecchie passioni.

Si svolgono regolarmente atelier di pittura, musica, oggettistica, cura di sé; a seconda degli interessi delle persone presenti, vengono inoltre attivati altri percorsi di gruppo e individuali. Laddove possibile, il conduttore delle attività di laboratorio viene reclutato tra persone con disabilità, che costituiscono la prova vivente della possibilità di vivere con pienezza le proprie passioni senza farsi condizionare dalle limitazioni funzionali.

Costruzione e monitoraggio delle condizioni ambientali per il rientro

L’Istituto, tramite l’operato di diversi professionisti (Assistente sociale, infermiere case manager, fisioterapista case manager, ufficio ausili, ufficio accoglienza) cura le relazioni con i servizi territoriali di provenienza dei pazienti, per facilitare il percorso di rientro a casa o l’accesso alla struttura appropriata.

L’elemento fondamentale affinché una persona possa riprendere in mano il suo progetto di vita anche dopo una disabilità acquisita è l’accesso corretto alle informazioni più rilevanti. L’Istituto di Montecatone si impegna a informare pazienti e parenti sui diritti riconosciuti sul territorio nazionale, non solo attraverso le assistenti sociali ma anche tramite la presenza regolare di esperti delle associazioni di categoria, allo sportello Infopoint, dove le opportunità di continuità della pratica sportiva sono fornite dal Comitato Italiano Paralimpico (CIP), mentre ANMIC (Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili), ANMIL (Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi del Lavoro), il patronato CISL e AIVOS (Associazione Italiana Vittime Omicidio Stradale) forniscono gratuitamente informazioni sui diritti, assistenza come patronato e altre informazioni rilevanti

Palestre di vita

Il movimento delle persone con disabilità sottolinea la centralità del concetto di Vita Indipendente come possibilità, che ogni persona deve poter esercitare, anche nelle condizioni di massima limitazione dell’autonomia e di necessità di avvalersi di assistenti personali, il ruolo da protagonista nel progettare la propria vita quotidiana.

Per questo motivo, fa parte integrante del progetto riabilitativo prevedere approcci all’ambiente esterno all’ospedale, che rappresentano occasioni indispensabili per far avvicinare il paziente destinato a vivere con una disabilità permanente ed i suoi familiari ad una condizione che determinerà inevitabilmente tutta la vita di relazione. Si organizzano pertanto uscite di carattere prettamente riabilitativo (sperimentazione del paziente in contesti complessi quali le uscite sulla neve o al mare, la partecipazione a competizioni sportive); uscite dal carattere più educativo, come quelle finalizzate a riprendere familiarità con gli spazi sociali, sostenere esami scolastici, visitare ambienti culturali; vengono inoltre periodicamente previste iniziative ricreative quali partecipazioni a manifestazioni e/o eventi musicali o sportivi. Tra le uscite, assume un rilievo fondamentale l’accesso programmato alle stanze e agli ambienti facilitati di Casa Guglielmi che costituisce una vera e propria palestra di vita prima della dimissione.

Supporto alla pari

L’Istituto di Montecatone ha sposato la strategia del supporto alla pari ovvero, quando opportuno, facilita l’incontro dei pazienti ricoverati con altri che in passato hanno affrontato un’esperienza simile, per facilitare una riflessione del paziente sulle sue risorse e sulle sue concrete possibilità di essere ancora una persona.

A questo fine, quando possibile, il paziente in dimissione viene messo in contatto con persone del suo territorio che hanno già una buona esperienza di reinserimento nella vita quotidiana. Il Programma trasversale supporta tale progetto anche con percorsi formativi ed informativi.

Umanizzazione e cultura inclusiva

L’Istituto di Montecatone ha scelto di dedicare particolare attenzione a tutte le misure che facilitano l’umanizzazione della degenza: dalla regolamentazione dell’Assistenza aggiuntiva non sanitaria fornita da parenti, volontari e badanti, all’accesso controllato degli Animali d’affezione, all’organizzazione di eventi ricreativi nel fine settimana, alla ricerca di soluzioni utili per le famiglie dei pazienti che attraversano momenti di difficoltà socioeconomica. L’Istituto, inoltre, dedica tempo e risorse anche allo sviluppo di iniziative destinate a sensibilizzare la cittadinanza rispetto all’inclusione delle persone con disabilità, alla promozione del volontariato e della solidarietà sociale, alla prevenzione di incidenti.

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