Unità Operative: Unità Spinale

A Montecatone ha sede il più grande presidio riabilitativo del Paese per persone con lesione al midollo spinale

Dr.ssa Carlotte Kiekens

Unità Spinale

L’Unità Spinale è una struttura multidisciplinare dedicata all’approccio complessivo della persona affetta da lesione midollare, sia essa di natura traumatica che atraumatica (lesioni midollari secondarie a patologie infettive, neoplastiche, degenerative), in fase acuta e/o di stabilizzazione.

La capacità ricettiva è di 88 posti letto (la più grande tra le Unità Spinali in Italia, una delle più capienti in Europa). Nel centro spinale ci si dedica anche al reinserimento sociale, familiare e lavorativo dei pazienti con l’ausilio di un’equipe di medici (fisiatria, internista, neurologo, infettivologo, pneumologo, anestesista, cardiologo ecc.), infermieri ed operatori sociosanitari, fisioterapisti e terapisti occupazionali, logopedisti, psicologi, neuropsicologi, assistenti sociali ed educatori professionali. L’attività del reparto si avvale di ulteriori competenze mediche specialistiche personalizzate (neurochirurgo, chirurgo vertebrale, chirurgo plastico, chirurgo generale, urologo, psichiatra, ortopedico ecc.) con professionisti provenienti dalle aziende sanitarie di Imola, Bologna e Cesena. La gestione del paziente in unità spinale consta di due fasi.


Prima fase del ricovero

La prima fase del ricovero dei pazienti mielolesi acuti prevede un’alta intensità clinico-assistenziale-riabilitativa volta a:

  • 1

    Stabilizzare il paziente dal punto di vista emodinamico

  • 2

    Inquadrare e riequilibrare le alterazioni nutrizionali quando presenti

  • 3

    Risolvere le principali problematiche cardio-respiratorie

  • 4

    Porre le basi per il raggiungimento del massimo recupero neuromotorioe per la prevenzione o cura delle complicanze secondarie alla lesione midollare stessa.

Viene avviato in questa fase il percorso di inquadramento clinico degli aspetti legati alla lesione midollare: vescica ed alvo neurogeno, trattamento del dolore neuropatico, trattamento della spasticità, approccio alla sessualità e fertilità nella persona mielolesa, inquadramento diagnostico-terapeutico di eventuali danni associati alla mielolesione e, dalla stessa patologia, condizionati nella loro storia ed evoluzione.

L’attività dell’Unità Spinale è affiancata da servizi di particolare rilievo di elevate competenze tecnico professionali, realizzabili solo in un Istituto altamente specializzato:

Seconda fase del ricovero

La fase successiva è caratterizzata da condizioni cliniche ormai stabilizzate e da un livello di intensità assistenziale-riabilitativa crescente.

L’attività degli operatori, in collaborazione col paziente stesso se possibile e/o dei caregivers che nel frattempo saranno stati individuati, è volta a perseguire il raggiungimento del massimo livello di autonomia possibile compatibilmente con le caratteristiche della lesione midollare e dell’ambiente socio-familiare nel quale il paziente è inserito.

In entrambe le fasi il progetto riabilitativo si arricchisce di ulteriori attività trasversali a tutte le U.O. che, oltre a fornire al paziente competenze tecniche, consentono di incrementare l’autonomia nella delicata fase che fa seguito alla consapevolezza del danno subito, facendogli verificare le abilità residue e ponendolo di fronte alle limitazioni connesse alla propria disabilità e alle potenzialità tuttora presenti:

Quando possibile, contestualmente al percorso di cura, e in concordanza con il progetto riabilitativo individuale, è possibile usufruire di prove di domiciliazione mediante soggiorno diurno o durante il fine settimana all’interno di appartamenti attrezzati con strumentazioni domotiche per mettere a punto abilità utili nella vita di tutti i giorni e iniziare a mettersi alla prova in situazioni quotidiane, presso la casa di ospitalità adiacente alla Struttura (Casa Guglielmi).

L’Unità Spinale prevede anche percorsi di cura per lo stesso paziente in fase di stabilizzazione, per  la gestione di complicanze quali l’insorgenza di lesioni da pressione con indicazione o meno alla chirurgia ripartiva o articolari (POA, limitazioni articolari) comprensive anche di trattamenti chirurgici, inquadramento e trattamento di complicanze o problematiche neuro-urologiche di vario tipo (vescica iperattiva da trattare con inoculazione di tossina botulinica, calcolosi, stenosi o fistole dell’apparato genito urinario, IVU ricorrenti etc..) o gastrointestinali neurogene, trattamenti della spasticità fino a programmi di chirurgia funzionale per l’arto superiore ed inferiore, trattamento del dolore neuropatico.


Ricovero per altre motivazioni

Oltre a queste motivazioni, il ricovero di un paziente mieloleso in fase di stabilizzazione può avvenire anche per completamento di percorsi riabilitativi o di autonomia precedentemente impostati e sospesi per qualsivoglia motivo, o mai intrapresi in pazienti provenienti da altre strutture.

Il ricovero ordinario per questi pazienti viene proposto quando le condizioni cliniche richiedano un’assistenza costante nell’arco delle 24 ore e si evidenzi la necessità di un piano di trattamento articolato su più giornate consecutive.

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Direttore Unità Spinale
Dr.ssa Carlotte Kiekens

Direttore dell’Unità Spinale dell’Istituto di Montecatone

Coordinatrici Infermieristiche
Stefania Albertazzi
Unità Spinale Piano Terra
Daniela Todea
Unità Spinale Secondo Piano
Coordinatrici Riabilitative
Roberta Vannini
Unità Spinale Piano Terra
Cristina Calderoni
Unità Spinale Secondo Piano
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