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Da Montecatone ai vertici del biliardo paralimpico, la rinascita di Michele Niro

Il ricovero a Montecatone, dove aveva ritrovato autonomia e fiducia dopo il grave incidente che gli cambiò la vita, ha per Michele Niro un valore speciale. Da quel periodo di riabilitazione a Imola è iniziato il percorso che lo ha portato, oggi, ai vertici nazionali del biliardo paralimpico.


Il ricovero a Montecatone, dove aveva ritrovato autonomia e fiducia dopo il grave incidente che gli cambiò la vita, ha per Michele Niro un valore speciale. Da quel periodo di riabilitazione a Imola è iniziato il percorso che lo ha portato, oggi, ai vertici nazionali del biliardo paralimpico.

Niro, classe 1979, originario di San Paolo di Civitate (Foggia), è reduce dalla vittoria della Coppa Italia a Oristano, traguardo che potrebbe valergli il primo posto nel ranking nazionale. Già vicecampione italiano, ha confermato la sua determinazione e il suo talento in una disciplina che unisce concentrazione, precisione e forza interiore.

«A Montecatone sono diventato autonomo in carrozzina e ho imparato a fare tutto da solo», racconta Niro in una lunga intervista concessa al quotidiano l’Attacco. «Tra gli obiettivi che mi ero posto, anche quello di tornare a giocare a biliardo. Oggi, con la Coppa Italia, sento di aver mantenuto la promessa fatta a me stesso».

La passione per il biliardo era nata anni prima del 2005, quando un incidente sulla SS16 — la cosiddetta “strada della morte” tra Foggia e San Severo — lo costrinse alla carrozzina. A Montecatone, Niro trovò la chiave per ripartire, trasformando la riabilitazione in un punto di rinascita personale e sportiva.

Ad Oristano, presso il CSB Sottovoce, la Federazione Italiana Sport e Bowling (Fisbb) ha organizzato per il secondo anno consecutivo la “Coppa Italia Paralimpico – Memorial Luca Castori”. In una competizione intensa e tecnica, Niro ha superato atleti di alto livello come Andrea Sansò e Antonio Fiore, quest’ultimo da lui stesso avviato alla disciplina.

«È stato un torneo emozionante», spiega. «Avrei potuto gestire meglio la finale, ma sono felice di aver portato a casa questo risultato. È una vittoria che condivido con il mio staff: Daniela Caldarola, Franco Iannuzzi, Vincenzo Vocino e Casini Stecche Leoncino».

Il biliardo all’italiana paralimpico è una disciplina di grande tradizione, praticata anche all’estero, che richiede una straordinaria capacità di adattamento. Per gli atleti in carrozzina le difficoltà tecniche aumentano, ma le regole restano identiche a quelle dei normodotati. «Il tiro più complicato — spiega Niro — è quello con la biglia al centro del tavolo, quando serve uno “steccone” più lungo e bisogna puntare su un colpo di difesa».

Con questo successo, Michele Niro consolida la sua posizione tra i migliori d’Italia. La sua storia è la prova di come la passione e la riabilitazione di qualità possano tradursi in rinascita, confermando Montecatone come una tappa decisiva nel percorso di tanti atleti che non si arrendono.

Photocourtesy: Federazione Italiana Biliardo Sportivo

 

 

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