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Decadimento cognitivo e cura della persona: un dialogo tra scienza ed esperienza umana alla Biblioteca di Imola

La Biblioteca Comunale di Imola ha ospitato, nell’ambito della settimana di promozione della lettura, un intenso dialogo sul tema della cura delle persone con decadimento cognitivo.


La Biblioteca Comunale di Imola ha ospitato, nell’ambito della settimana di promozione della lettura, un intenso dialogo sul tema della cura delle persone con decadimento cognitivo. Protagonisti dell’incontro Laura Calzà, Direttore dell’Attività Scientifica al MRI, curatrice di un’antologia scientifica e Giuseppe Bonavina, neurologo dell’Istituto e autore di un testo autobiografico che racconta la sua esperienza di caregiver.

Le parole che non ti aspetti e Le parole non dette, i titoli delle due opere presentate, hanno dato vita a un confronto ricco di spunti, introdotto dalla consigliera comunale Cecilia Ricci e dalla referente della Biblioteca Michela Betti. Dal dialogo sono emerse numerose parole chiave: comunità capace di inclusione, diritti e dignità, spiritualità come interazione con persone e natura, rifiuto dello stigma. E ancora: diritto di scelta, casa, consapevolezza, ironia, musica.

Al centro della discussione è emersa l’importanza di un profilo etico elevato da parte di chi si occupa della cura, che – sia nella demenza, sia nell’attività riabilitativa a Montecatone – richiede un equilibrio sempre più delicato tra specializzazione tecnica e capacità umane di relazione empatica, privilegiando la personalizzazione dell’approccio per ogni persona e ogni nucleo familiare.

Nonostante le loro diverse prospettive, entrambi i relatori hanno lanciato un appello a «disarmare le parole»: il continuo riferimento alla “lotta” o alla “guerra” contro malattie come la demenza o le patologie oncologiche ci allontana dalla consapevolezza che la malattia è parte integrante dell’esistenza, soprattutto in un’epoca in cui la vita nel mondo occidentale si allunga progressivamente. È necessaria un’accettazione che non significa mai rassegnazione, ma consapevolezza profonda.

L’incontro si è concluso con un invito ad allenare costantemente il cervello, non solo attraverso le parole, ma anche mediante ogni altro tipo di stimolazione sensoriale, in un approccio olistico alla salute cognitiva.

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