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Dietro le quinte della Formula 1: emozioni e sorrisi per i pazienti del nostro Istituto

Nella foto (photocourtesy F1 Administration) Stefano Domenicali, imolese, già Team Principal della Scuderia Ferrari, oggi a capo del più importante campionato di motorsport del mondo, durante il collegamento con MRI


Un’esperienza straordinaria ha coinvolto i nostri pazienti, come anticipato in una precedente notizia, in occasione del Formula 1 AWS Gran Premio del Made in Italy e dell’Emilia-Romagna 2025. Grazie alla collaborazione con AWABOT e l’uso innovativo della telepresenza robotica, anche chi si trova a Montecatone ha potuto varcare – seppur virtualmente – le porte del paddock della Formula 1, vivendo in prima persona la magia del weekend di gara.

La due giorni si è aperta venerdì con gli incontri, seppur brevi ma intensi, con le scuderie McLaren, Williams e VCarb. I pazienti hanno potuto colloquiare direttamente con piloti e tecnici, immergendosi nel fermento del paddock – un mondo in continua corsa che in televisione difficilmente restituisce tutta la sua vivacità.

Sabato è stato invece il turno delle scuderie Haas e Alpine, ma forse il momento più emozionante della giornata è stato l’incontro con Stefano Domenicali, CEO di Formula 1, accolto con affetto e curiosità. Imolese doc, Domenicali ha promesso una visita al Montecatone Rehabilitation Institute, sottolineando il suo legame profondo con il territorio.

Grande entusiasmo anche per le chiacchierate con i piloti Pierre Gasly, Esteban Ocon, Franco Colapinto e Oliver Bearman, che si sono mostrati affabili, disponibili e anche piuttosto spiritosi. L’italiano – parlato sorprendentemente bene da tutti – ha facilitato un dialogo ricco di battute e aneddoti legati alle loro origini e alla passione per i motori.

A concludere la giornata ci ha pensato Jean Alesi, ex pilota Ferrari, che ha parlato con i pazienti «a ruota libera», regalando racconti e sorrisi.

L’iniziativa, resa possibile dalla tecnologia AWABOT, ha dimostrato ancora una volta quanto siano preziosi i momenti di svago che interrompono la routine ospedaliera. Le risate, l’emozione e la curiosità dipinte sui volti dei pazienti sono la conferma che esperienze immersive e coinvolgenti come questa hanno un impatto profondo sul benessere emotivo e motivazionale delle persone in riabilitazione.

Un grazie particolare per la gestione dell’evento in Istituto ad Andrea Baruzzi, al suo team e a Cecilia Baroncini.

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