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Un racconto in prima persona che attraversa il coma, la riabilitazione e il ritorno alla vita professionale: è questo il cuore dell’incontro che si è svolto in Istituto con il medico e autore Andrea Giurdanella.
a cura di Ufficio Stampa MRI – Un racconto in prima persona che attraversa il coma, la riabilitazione e il ritorno alla vita professionale: è questo il cuore dell’incontro che si è svolto oggi, introdotto da Pamela Salucci, direttore dell’Unità Operativa Complessa Gravi Cerebrolesioni Acquisite dell’Istituto, e condotto da Valerio Sveva, medico della stessa UOC, con protagonista il medico e autore Andrea Giurdanella. Al centro, la presentazione del libro “L’isola dentro” e il confronto diretto con operatori e familiari.
Accompagnato dalle domande e dalle letture di Sveva, oltre che da immagini e materiali foto e video, Giurdanella ha ripercorso le tappe principali della propria esperienza: il grave incidente in bicicletta, il coma e la rianimazione, fino al recupero che lo ha riportato alla sua attività di chirurgo e psicoterapeuta. Un itinerario che nel libro si sviluppa come un “doppio viaggio”: quello clinico, fatto di cure, decisioni e tempi sospesi, e quello interiore, tra coscienza, memoria e percezione, in cui il vissuto del paziente si intreccia con quello di medici e familiari.
Particolarmente significativo lo scambio finale con il pubblico, in cui operatori e soprattutto familiari di pazienti in stato vegetativo hanno potuto porre domande direttamente a chi ha vissuto quella condizione. Un momento di confronto partecipato, che ha consentito di affrontare dubbi ricorrenti – dalla percezione del dolore alla possibilità di recupero – restituendo elementi di comprensione spesso difficili da cogliere nel solo ambito clinico.
«Non torno come prima, si diceva: torno come adesso. Che è meglio di niente, e forse è meglio di prima» – ha osservato Giurdanella, sintetizzando un percorso che non coincide con il ritorno alla condizione originaria, ma con la costruzione progressiva di un nuovo equilibrio personale e professionale.
Al termine dell’incontro, Giancarlo Naldi, dell’Osservatorio nazionale del miele di Castel San Pietro, ha consegnato all’ospite un omaggio a base di miele, a suggellare un momento che ha unito dimensione clinica, esperienza personale e partecipazione della comunità.





