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Un dialogo autentico sulla forza della resilienza e sulla possibilità di costruire, dopo una lesione midollare, un nuovo progetto di vita: questo il senso profondo dell’incontro promosso dall’associazione CrossAbili in Istituto, introdotto e moderato da Laura Simoncini, direttore dell’Unità Spinale.
Un dialogo autentico sulla forza della resilienza e sulla possibilità di costruire, dopo una lesione midollare, un nuovo progetto di vita: questo il senso profondo dell’incontro promosso dall’associazione CrossAbili in Istituto, introdotto e moderato da Laura Simoncini, direttore dell’Unità Spinale.
L’iniziativa è stata pensata per offrire ai pazienti attualmente ricoverati, agli ex pazienti e ai loro familiari, un’occasione di confronto diretto con chi ha saputo trasformare la propria esperienza di dolore in un motore di rinascita. Protagonista dell’incontro Mattia Cattapan, fondatore di CrossAbili, che ha condiviso con semplicità e profondità il proprio percorso di vita dopo la lesione midollare. Dalla sua esperienza è nata non solo un’associazione, ma anche una piattaforma digitale che raccoglie consigli pratici, video e testimonianze per promuovere autonomia, sicurezza e consapevolezza tra le persone con disabilità.
Le sue parole hanno attraversato la sala con la forza di una verità vissuta, toccando che lo stava ascoltando. Accanto a lui, la voce dei genitori ha aggiunto una prospettiva intensa sul valore del sostegno familiare, mentre altri partecipanti hanno portato la loro personale interpretazione del tema della rinascita. Giacomo Ballan, ex paziente di Montecatone, ha lasciato un segno profondo con una frase semplice e luminosa: «Voglio essere una buona notizia per chi mi vuole bene». Nel dialogo con Loredana Teofilo, Mattia ha affrontato anche i temi della sessualità e dell’affettività dimostrando che il dialogo è parte integrante del percorso di accettazione e di crescita.
«In un clima di partecipazione e ascolto – ha commentato Simoncini – l’incontro ha confermato quanto la condivisione possa diventare cura e quanto il sentirsi parte di una comunità solidale rappresenti, per molti, il primo passo verso una vera rinascita».





