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La ricerca a Montecatone, ecco le strategie dei prossimi anni

È stato presentato questa mattina in Comune, alla presenza del sindaco di Imola, Marco Panieri, il Piano Triennale della Ricerca dell’Istituto di Montecatone, struttura di eccellenza del SSR, ospedale di alta specialità, principale polo regionale per la riabilitazione intensiva delle persone con lesioni midollari, centro di riferimento in Emilia – Romagna per le lesioni cerebrali acquisite e primo in Italia per capienza dell’Unità Spinale.

«Implementare la ricerca con la creazione di una struttura e un piano dedicati – ha detto il DG dell’ospedale, Mario Tubertini – è tappa di un percorso naturale iscritto nel Piano Strategico approvato nel 2019 dagli azionisti che ha quale obiettivo il miglioramento qualità clinico / assistenziale dei Pazienti. Montecatone ha autofinanziato con quasi 800 mila euro queste attività e prevede di investirne circa 320 mila nel prossimo biennio, ma crediamo si possa e si debba fare di più. Anche perché la flessione finanziaria e le sopravvenute priorità organizzative determinate dal Covid hanno imposto rallentamenti e ridimensionamenti». Secondo Tubertini la pandemia ha anche azzerato i tempi della ricerca traslazionale creando un modello inedito che, per Montecatone, è consuetudine già consolidata da tempo. Il DG ha parlato anche delle implicazioni sul tessuto produttivo favorite da un incremento delle attività di ricerca in ospedale: «Quando si parla di biomeccanica, ad esempio, l’assonanza con le vocazioni dell’Emilia-Romagna, penso alla meccatronica e all’informatica, sono numerose e molto ben radicate. Da soli possiamo ancora progredire ma tutto, non si può fare. Diventare IRCCS, perciò, è una naturale, logica conseguenza di tutto questo. In più la trasformazione da privato a pubblico ci consentirà di partecipare ai bandi».

Laura Calzà, Direttore dell’Attività Scientifica dell’ospedale, ha evidenziato anzitutto il buon lavoro degli ultimi anni che ha sensibilmente incrementato il numero delle pubblicazioni sulle riviste scientifiche internazionali (11 nel 2019, 41 nel 2020 e 37 nel 2021). La provenienza extraregionale del 60% dei pazienti, secondo Calzà, sottolinea concretamente l’attrattività dell’Istituto, dove, ha detto, vengono accolte persone con criticità che difficilmente potrebbero essere trattate altrove. Centrale, anche per la ricerca, poter disporre di una riabilitazione intensiva e un day hospital dedicato soprattutto al rientro.

Trentacinque i progetti inseriti nell’agenda della ricerca, 20 dei quali in progress e divisi in quattro grandi ambiti: 1) Dalla riabilitazione convenzionale alla neuroriabilitazione; 2) Approcci precoci per la limitazione del danno»; 3) Prevenzione e miglioramento delle complicanze maggiori nei pazienti; 4) Miglioramento del percorso assistenziale.

Lo status degli altri progetti è “in preparazione” e, per cinque di essi, “strategico”: eCRF (verso Open science); palestra robotizzata, in fase di ultimazione, per diagnosi e terapia nelle mielo e cerebrolesioni; big data, intelligenza artificiale e data meaning; biobanca delle gravi mielo e cerebrolesioni (in collaborazione con la Regione E-R); telemedicina e teleriabilitazione.

«Quella odierna – ha detto il sindaco – è un’occasione per condividere con il territorio informazioni molto importanti, gli aspetti legati alla ricerca sono forse meno noti ma altrettanto strategici perché motivo di forte innovazione, investimento e di risposte concrete da mettere a disposizione dei pazienti. Proprio per questo nel Piano strategico approvato dagli azionisti la ricerca è stata affiancata da una Governance molto forte costituita da un Comitato Tecnico Scientifico, da un Direttore e un Board. Certamente – ha concluso Panieri – l’Istituto di Montecatone deve trovare risposte molto chiare in ordine al suo futuro, stiamo lavorando in questa direzione».

Per il Direttore dell’Ausl di Imola, Andrea Rossi, «non c’è buona assistenza senza buona ricerca, un assunto di cui spesso ci dimentichiamo. Essa anticipa delle tendenze, traccia dei percorsi e consente che i nostri servizi non si limitino alla erogazione di prestazioni, ma contemplino sempre maggiore attenzione alla persona. Anche per queste ragioni, per Montecatone – ha detto – è importante tessere collaborazioni con le Università e gli Irccs affinché il percorso sia condiviso». Un concetto ripreso e, se possibile rafforzato da Raffaele Lodi, Presidente della Rete IRCCS Neuroscienze e Neuroriabilitazione, Direttore Scientifico dell’IRCCS Bellaria di Bologna, con il quale Montecatone ha attiva una importante partnership.

 

Rossi, Calzà, Panieri, Tubertini, Lodi

 

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