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Sono state presentate al Forum della Non Autosufficienza e dell’Autonomia Possibile le conclusioni dello studio pilota SCI-HOME-ACTIVE, illustrato da Ilaria Baroncini, medico fisiatra dell’Unità Spinale del nostro Istituto.
A cura di Ufficio Stampa MRI – Sono state presentate al Forum della Non Autosufficienza e dell’Autonomia Possibile le conclusioni dello studio pilota SCI-HOME-ACTIVE, illustrato da Ilaria Baroncini, medico fisiatra dell’Unità Spinale del nostro Istituto. Il progetto ha esplorato la possibilità di introdurre percorsi strutturati di attività fisica a distanza per persone con lesione midollare cronica, condizione spesso associata a sedentarietà e maggiore rischio di complicanze metaboliche e cardiovascolari.
Lo studio – prospettico e sperimentale – ha coinvolto otto persone con lesione completa tra T4 e T12, proponendo un ciclo di esercizi personalizzati per 12 settimane svolti direttamente nella propria abitazione. In questa fase ha avuto un ruolo centrale la collaborazione con la professoressa Laura Bragonzoni del Dipartimento di Scienze per la Qualità della Vita – Università di Bologna, che ha lavorato con MRI alla definizione del progetto mettendo a disposizione competenze scientifiche e professionisti del Dipartimento. Nell’ambito dell’iniziativa sono state inoltre svolte lezioni online dedicate, seguite con continuità e competenza dai partecipanti, contribuendo alla qualità complessiva del percorso.
Presentando i risultati, Baroncini ha evidenziato «la buona partecipazione e l’apprezzamento da parte dei coinvolti, elementi che confermano la praticabilità di modelli di allenamento seguiti da remoto pensati per la fase cronica della lesione» . Dei sette soggetti che hanno completato il programma (uno si è ritirato per ragioni non collegate all’intervento), il tasso medio di partecipazione si è attestato al 72,05%, con il 71,4% che ha raggiunto o superato la soglia del 70%, indicatore di un coinvolgimento adeguato. Il gradimento complessivo ha raggiunto una media del 93,02%, senza segnalazioni di eventi indesiderati.
Le evidenze raccolte indicano che un percorso di esercizi guidati da remoto è realizzabile, sicuro e ben accolto, con possibili ricadute positive sulla percezione di benessere, sulla funzionalità e sulla forza degli arti superiori. La combinazione di un’adesione elevata e dell’assenza di criticità operative rafforza l’ipotesi che modelli di questo tipo possano essere integrati nei programmi di attività fisica adattata, ampliando l’accessibilità e riducendo gli ostacoli logistici ed ambientali che spesso limitano la pratica nelle persone con lesione midollare.
La collaborazione scientifica con il Dipartimento dell’Università di Bologna apre inoltre la strada a future sinergie, con l’obiettivo di validare il modello su campioni più ampi e di definirne la sostenibilità nel tempo attraverso studi controllati e monitoraggio prolungato.
Nella foto, da sx: Francesca Serafino, Ilaria Baroncini, Roberta Vannini e Anna Neri





