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Medici dirigenti, via libera all’integrativo aziendale

Si tratta della prima negoziazione territoriale ad aver visto la luce all’indomani della sigla sugli accordi nazionali in analoga materia


Montecatone (Imola), 21 ottobre 2020 – C’è un pizzico di storia delle relazioni sindacali italiane nel contratto integrativo aziendale dei medici dirigenti sottoscritto nei giorni scorsi tra la Direzione generale dell’Istituto e Aris – Cimop (Associazione Religiosa Istituti Sociosanitari e Confederazione Italiana Medici Ospedalità Privata): si tratta infatti della prima negoziazione territoriale ad aver visto la luce all’indomani della sigla sugli accordi nazionali in analoga materia.

Una trattativa articolata, a tratti complessa, mossasi per ottemperare a una delibera della Giunta regionale che puntava a equiparare quanto più possibile il trattamento economico dei medici in servizio al MRI rispetto a quelli del pubblico «per incrementare la competitività dell’Istituto nei bandi di selezione pubblica – ha spiegato il DG, Mario Tubertini – nonché evitare il turn-over che negli ultimi anni ha creato problemi non trascurabili».

Il nuovo integrativo, che ha come riferimento economico gli importi previsti nel contratto collettivo nazionale della sanità pubblica, contiene il medesimo riconoscimento degli arretrati, l’adeguamento tabellare anni 2019 e 2020, il riconoscimento di incarichi a tutti i dirigenti medici, l’opzione dell’esclusività, la definizione di una retribuzione di risultato legata al raggiungimento degli obiettivi e una modalità diversa di gestione delle ore eccedenti e dello straordinario.

Lorenza Landi, a nome della Rappresentanza Sindacale Medica (RSM) Cimop, ha espresso soddisfazione per il nuovo integrativo «che riconosce al medico di Montecatone, come nel CCNL della sanità pubblica, il ruolo unico, considerandone l’elevato grado di professionalità, di autonomia, di potere decisionale e il fondamentale ruolo di promozione e gestione generale che lo caratterizza nella realizzazione della mission dell’azienda. Dal punto di vista economico il nuovo contratto – ha aggiunto – prevede la parificazione al pubblico di tutte le voci stipendiali fisse e, importante novità, lo stipendio di risultato è previsto per tutto il comparto medico mentre prima lo era solo per gli apicali. Ci aspettiamo che questo aumenti l’attrattività dell’Istituto ai professionisti esterni finora scoraggiati dalla differente retribuzione. La recentissima firma del CCNL della Sanità Privata è stato un momento fondamentale per la realizzazione del Contratto Integrativo Aziendale, confermando il percorso verso l’equiparazione con la Sanità Pubblica a tutela del ruolo e del valore del medico dirigente. L’ultimo tassello mancante ai medici di MRI è l’equiparazione delle carriere con i medici del SSN. È importante – ha concluso Landi – che la Regione si impegni su questo fronte che rimane uno dei problemi più sentiti dai colleghi».

Massimo Boni | Ufficio Stampa MRI

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