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RehabEvolution 2026: a Bologna aperto il confronto scientifico sulle complicanze nella riabilitazione

Si sono aperti oggi a Bologna i lavori di RehabEvolution 2026, il congresso promosso dal nostro Istituto dedicato alla gestione delle complicanze nei percorsi riabilitativi complessi. L’appuntamento riunisce professionisti della neuroriabilitazione, rappresentanti delle istituzioni sanitarie e operatori del settore per un confronto multidisciplinare su uno dei temi più delicati della pratica clinica.


a cura di Ufficio Stampa MRI – Si sono aperti oggi a Bologna i lavori di RehabEvolution 2026, il congresso promosso dal nostro Istituto dedicato alla gestione delle complicanze nei percorsi riabilitativi complessi. L’appuntamento riunisce professionisti della neuroriabilitazione, rappresentanti delle istituzioni sanitarie e operatori del settore per un confronto multidisciplinare su uno dei temi più delicati della pratica clinica.

In avvio di programma gli interventi istituzionali che hanno posto al centro il valore della collaborazione tra strutture sanitarie, ricerca e organizzazione dei servizi per migliorare la presa in carico delle persone con lesioni neurologiche complesse.

Massimo Fabi, assessore alle Politiche per la salute della Regione Emilia-Romagna, ha sottolineato l’importanza di rafforzare la rete tra i centri di riabilitazione dedicati alle mielolesioni. L’obiettivo è consolidare un sistema capace di garantire continuità assistenziale lungo tutto il percorso di cura, dalla fase acuta alla riabilitazione fino al rientro nella vita quotidiana. In questo quadro, l’integrazione tra competenze cliniche, organizzative e attività di ricerca diventa un elemento essenziale per costruire progetti di vita concreti e sostenibili per le persone con lesione midollare.

Mario Tubertini, commissario straordinario del nostro Istituto, ha evidenziato come il congresso rappresenti un momento importante di confronto scientifico e di rafforzamento delle collaborazioni tra strutture sanitarie e professionisti. Il lavoro con le aziende sanitarie del territorio e lo sviluppo delle attività di ricerca consentono infatti di offrire ai pazienti percorsi di cura sempre più allineati alle migliori evidenze disponibili e di aprire nuove prospettive di cooperazione.

Federica Casoni, responsabile dell’Assistenza ospedaliera della Regione Emilia-Romagna, ha ricordato come le lesioni midollari abbiano spesso un impatto rilevante non solo sul piano clinico, ma anche su quello sociale, coinvolgendo frequentemente persone giovani e le loro famiglie. In questo contesto, momenti di confronto tra professionisti e discipline diverse rappresentano un passaggio importante per definire percorsi condivisi di presa in carico. Montecatone, ha sottolineato, costituisce un punto di riferimento a livello nazionale nella riabilitazione e un partner centrale nella costruzione dei modelli regionali di cura.

Il valore del lavoro in rete è stato richiamato anche da Anna Maria Petrini, Direttrice generale dell’AUSL di Bologna, che ha sottolineato la collaborazione consolidata tra le strutture della rete neurologica territoriale e Montecatone. Un sistema integrato che accompagna la persona lungo l’intero continuum assistenziale, dalla fase acuta alla riabilitazione, coinvolgendo numerose professionalità e competenze.

Paolo Tarlazzi, direttore sanitario dell’AUSL di Imola, ha evidenziato il ruolo di Montecatone come struttura di riferimento regionale e nazionale per la riabilitazione intensiva neurologica, sottolineando come la collaborazione tra le diverse aziende sanitarie rappresenti un elemento fondamentale per rispondere ai bisogni complessi dei pazienti e rafforzare la capacità del sistema sanitario di lavorare in rete.

Il significato scientifico del congresso è stato richiamato anche negli interventi dei professionisti dell’Istituto: Luca Negosanti, chirurgo plastico di Montecatone, ha ricordato come le complicanze rappresentino una dimensione inevitabile nella gestione dei pazienti complessi e come il loro confronto aperto tra specialisti costituisca un passaggio essenziale per migliorare la pratica clinica e condividere soluzioni ed esperienze maturate nei diversi contesti assistenziali. Laura Simoncini, Direttore dell’Unità Spinale, ha sottolineato come il concetto di complicanza non riguardi soltanto l’ambito clinico, ma coinvolga anche gli aspetti organizzativi e i percorsi assistenziali. L’efficacia della riabilitazione dipende infatti anche dalla capacità di costruire reti di collaborazione tra ospedale, territorio e servizi, in grado di accompagnare la persona nel lungo termine, affrontando le criticità che possono emergere nel percorso di cura.

I lavori del congresso proseguiranno nelle prossime sessioni con relazioni scientifiche e discussioni cliniche dedicate ai principali ambiti della neuroriabilitazione, con l’obiettivo di approfondire le strategie di gestione delle complicanze e rafforzare il dialogo tra le diverse discipline coinvolte nella presa in carico dei pazienti.

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