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Le tecnologie avanzate, in particolare robotica ed esoscheletri, stanno ampliando in modo significativo le possibilità della riabilitazione delle persone con lesione midollare, con benefici che vanno oltre il recupero della deambulazione.
a cura di Ufficio Stampa MRI – Le tecnologie avanzate, in particolare robotica ed esoscheletri, stanno ampliando in modo significativo le possibilità della riabilitazione delle persone con lesione midollare, con benefici che vanno oltre il recupero della deambulazione e interessano la qualità complessiva della vita: è quanto emerso nel corso di una serata promossa dal Rotary Club di Imola assieme al nostro Istituto.
L’incontro ha offerto l’opportunità di condividere un approccio alla cura che considera la riabilitazione come un processo complesso, capace di coinvolgere la persona nella sua globalità.
Particolare attenzione è stata dedicata da Laura Simoncini, Direttore dell’Unità Spinale, al ruolo di robotica ed esoscheletri, oggi integrati nelle attività riabilitative. È stato evidenziato come tali strumenti non si limitino al recupero della deambulazione, ma producano benefici più ampi: miglioramento della salute ossea, delle funzioni intestinali e vescicali, oltre a ricadute positive sul piano psicologico e sulla qualità della vita.
Sono stati analizzati anche gli elementi di complessità, tra cui i costi elevati, la necessità di un’attenta valutazione clinica e la gestione tecnica dei dispositivi. In questo contesto, assume particolare rilievo la possibilità di raccogliere dati oggettivi durante il trattamento, rendendo il monitoraggio dei progressi sempre più preciso e personalizzato.
È stato inoltre ribadito l’impegno dell’Istituto nel mantenere elevata l’attenzione verso l’innovazione, attraverso l’introduzione di nuove soluzioni tecnologiche e il continuo aggiornamento delle dotazioni, con l’obiettivo di ampliare le opportunità terapeutiche.
A completare il quadro, la testimonianza di Federico Maesano, ex paziente dell’Unità Spinale, che ha condiviso la propria esperienza di utilizzo delle tecnologie a seguito di una lesione midollare.
Il confronto tra evidenza clinica e vissuto personale ha restituito una rappresentazione concreta della riabilitazione, evidenziando come l’innovazione non sostituisca la relazione con il fisioterapista, ma la integri e la rafforzi, mantenendo centrale il rapporto umano nel percorso di cura.





