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Nel percorso riabilitativo esiste un punto critico: quello in cui, a distanza dall’evento acuto, le complicanze possono compromettere risultati già acquisiti: è qui che si concentra l’attività dell’Unità Operativa Assistenziale Degenze Specialistiche dell’Istituto, dedicata alla presa in carico della cronicità.
a cura di Ufficio Stampa MRI – Nel percorso riabilitativo esiste un punto critico: quello in cui, a distanza dall’evento acuto, le complicanze possono compromettere risultati già acquisiti: è qui che si concentra l’attività dell’Unità Operativa Assistenziale Degenze Specialistiche dell’Istituto, dedicata alla presa in carico della cronicità.
Un’attività caratterizzata da una degenza media di 35,5 giorni (dato 2025) e da un’attrattività nazionale: negli ultimi quattro anni, il 70% dei pazienti proviene da fuori regione.
Istituita nel 2013 per rispondere a un bisogno crescente – legato anche all’invecchiamento della popolazione e all’aumento dell’aspettativa di vita – l’Unità riunisce pazienti con lesioni midollari e cerebrali in fase cronica, accomunati dalla necessità di trattamenti specifici e mirati. Le complicanze più frequenti – lesioni da pressione, dolore, spasticità, disturbi urologici e intestinali, retrazioni muscolo-tendinee – incidono direttamente sulla qualità della vita e richiedono interventi tempestivi.
L’organizzazione, diretta da Nicoletta Cava, si fonda su percorsi diagnostico-terapeutico-riabilitativi per intensità di cura gestiti secondo i principi del case management; l’infermiere case manager coordina le diverse fasi assistenziali ed è riferimento per paziente, famiglia ed équipe. I 23 posti letto accolgono casi che richiedono un’integrazione costante tra competenze assistenziali, riabilitative e mediche.
L’équipe è composta da 15 infermieri, 9 operatori sociosanitari e 3 fisioterapisti, affiancata da due coordinatrici infermieristica e riabilitativa. La direzione organizzativa dell’Unità è affidata a Nicoletta Cava.
I dati del 2025 delineano un reparto caratterizzato da elevato volume di attività e crescente complessità clinica: nel corso dell’anno sono stati dimessi 226 pazienti e trattati 186 casi, in aumento rispetto al 2024. Cresce soprattutto la componente più complessa: i pazienti nei percorsi per lesioni da pressione passano da 68 a 90, circa la metà della casistica.
Migliorano anche gli indicatori organizzativi: il rispetto dei tempi di degenza sale al 72% dei casi, mentre si riducono i ricoveri oltre soglia. Restano elevati gli esiti clinici, con il 100% di miglioramento delle lesioni nei percorsi dedicati e oltre il 90% di integrità cutanea nelle ferite chirurgiche.
«In reparto – dichiara Cava – l’assistenza infermieristica assume una funzione di governo del percorso; significa accompagnare la persona in una fase delicata, spesso segnata da ricadute o nuove criticità, garantendo continuità e capacità di interpretare bisogni che evolvono nel tempo».
L’Unità svolge inoltre una funzione di raccordo con i territori, favorendo la continuità assistenziale dopo la dimissione.






