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È stato pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale Frontiers in Neurology – Neurorehabilitation uno studio innovativo che apre nuove prospettive per il trattamento delle lesioni traumatiche del midollo spinale.
È stato pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale Frontiers in Neurology – Neurorehabilitation uno studio innovativo che apre nuove prospettive per il trattamento delle lesioni traumatiche del midollo spinale. Il lavoro, frutto della collaborazione tra il nostro Istituto e l’Università di Bologna con il Centro Interdipartimentale per la Ricerca Industriale – Scienze della Vita e Tecnologie della Salute (CIRI-SdV), esplora come le moderne strategie di neuroriabilitazione possano attivare i processi di autoriparazione del sistema nervoso centrale, in particolare quelli legati alla rigenerazione della mielina.
La ricerca è firmata da un gruppo multidisciplinare composto, per MRI, da Ilaria Baroncini, Francesca Ciardulli, Francesco Giuseppe Materazzi, Lucia Ricci, Francesca Serafino, Laura Simoncini e, per UniBo, da Vito Antonio Baldassarro, Luca Lorenzini, Corinne Quadalti, Francesca Merighi e Laura Calzà, coordinatrice del progetto. I ricercatori hanno dato vita a un “dialogo virtuoso” tra ricerca clinica e preclinica, per capire come stimoli fisici e meccanici – come esercizio fisico, stimolazioni elettriche e ultrasuoni – possano favorire la rimielinizzazione degli assoni* danneggiati.
La mielina è una sostanza fondamentale che avvolge e protegge le fibre nervose, garantendo una trasmissione efficiente degli impulsi. Dopo una lesione spinale, la perdita della mielina rappresenta una delle principali cause di disabilità. Lo studio ha analizzato come alcune cellule specializzate presenti nel cervello e nel midollo, chiamate OPC (cellule precursori degli oligodendrociti), possano essere stimolate per rigenerare questa guaina protettiva. Finora, questa capacità di riparazione è stata osservata solo in parte e in maniera discontinua. Tuttavia, grazie a interventi riabilitativi mirati, si potrebbe rafforzare il naturale potenziale di autoriparazione del sistema nervoso.
Tra i dati più promettenti raccolti dai ricercatori, emergono quelli relativi all’utilizzo dell’attività fisica controllata, alla stimolazione magnetica transcranica e a particolari tecniche non invasive che, combinate con l’esercizio riabilitativo, sembrano potenziare la rigenerazione della mielina. I risultati preclinici sono stati confermati da dati clinici ottenuti da pazienti in fase riabilitativa, in cui l’imaging avanzato del midollo spinale ha evidenziato modifiche strutturali compatibili con la riparazione dei tessuti nervosi.
L’Istituto, da anni impegnato nella riabilitazione delle persone con lesioni midollari, conferma così il suo ruolo da protagonista nella ricerca scientifica applicata alla pratica clinica. «Questo studio rappresenta un passo importante verso terapie sempre più personalizzate ed efficaci – è stato detto – poiché la possibilità di promuovere la rigenerazione della mielina attraverso la riabilitazione apre nuove prospettive per migliorare la qualità della vita dei pazienti».
*Prolungamento lungo e sottile del neurone (in foto) che ha il compito di trasmettere impulsi elettrici dal corpo cellulare del neurone verso altre cellule, come altri neuroni, cellule muscolari o ghiandole





