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Ripensare la sanità con metodo: il cammino lean del MRI nella testimonianza di Tubertini

«Gli spazi dedicati alle attività ambulatoriali ci sono, ma non sono utilizzati al loro pieno potenziale: comprendere perché accade e come riorganizzare i flussi è il primo passo per migliorare l’assistenza» è una delle riflessioni che hanno animato l’intervento di Mario Tubertini, commissario straordinario dell’Istituto, al LEF Operations Summit 2025 nel Pordenonese.


A cura di Ufficio Stampa MRI – «Gli spazi dedicati alle attività ambulatoriali ci sono, ma non sono utilizzati al loro pieno potenziale: comprendere perché accade e come riorganizzare i flussi è il primo passo per migliorare l’assistenza», è una delle riflessioni che hanno animato l’intervento di Mario Tubertini, commissario straordinario dell’Istituto, intervenuto al LEF Operations Summit 2025 nel Pordenonese dove ha sottolineato tra l’altro come l’approccio lean stia offrendo strumenti utili per leggere la complessità del sistema clinico.

Tubertini ha ricordato che il Montecatone Rehabilitation Institute è un centro altamente specializzato per persone con lesioni spinali e gravi cerebrolesioni, un ambito in cui la non standardizzazione dei processi costituisce una sfida strutturale. «Venti anni fa – ha affermato – parlare di lean in sanità era quasi impossibile. Oggi stiamo dimostrando che è possibile applicare metodo, dati e analisi anche in un settore dove ogni caso sembra unico e irripetibile».

Il convegno ha riunito esperienze provenienti dai settori industriali, logistici e dei servizi pubblici, mostrando come il miglioramento continuo sia ormai una cultura condivisa. Per il Montecatone Rehabilitation Institute, i percorsi attivati con LEF hanno già permesso di mappare attività, individuare colli di bottiglia e avviare una riprogettazione degli spazi e dei flussi ambulatoriali, con l’obiettivo di aumentare la disponibilità di prestazioni e ottimizzare l’impiego delle risorse.

Il legame con LEF riguarda l’impatto concreto del metodo nel contesto clinico-assistenziale: procedure più chiare, attività amministrative semplificate e tempo restituito ai professionisti per le attività di cura. Una trasformazione che, ha ribadito Tubertini, potrà estendersi progressivamente ad altri reparti dell’Istituto.

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