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«La scuola è la cura che cura. È il luogo in cui istruzione e salute si intrecciano, restituendo ai ragazzi fiducia e futuro». Così Laura Simoncini, direttore dell’Unità Spinale, ha aperto il suo intervento all’October School.
«La scuola è la cura che cura. È il luogo in cui istruzione e salute si intrecciano, restituendo ai ragazzi fiducia e futuro». Con queste parole Laura Simoncini, direttore dell’Unità Spinale, ha aperto il suo intervento all’October School – Scuola in ospedale e istruzione domiciliare, svoltasi a Riccione nei giorni scorsi.
L’iniziativa, dedicata all’inclusione scolastica, al benessere educativo e all’innovazione didattica, ha riunito insegnanti, medici, neuropsichiatri infantili e professionisti impegnati a garantire il diritto allo studio anche nei momenti più delicati della vita.
Nel suo contributo, intitolato “Continuità scolastica e progetto riabilitativo: l’esperienza con i giovani con lesione midollare in fase acuta”, Simoncini ha raccontato il percorso avviato nel 2004 a Montecatone, dove la scuola in ospedale è parte integrante del progetto riabilitativo. «La degenza dei pazienti in età scolare dura mediamente 4-5 mesi: un tempo durante il quale la scuola diventa uno spazio di normalità e di rinascita», ha spiegato.
Ogni anno vengono seguiti in media sei studenti, per lo più delle scuole superiori, che proseguono regolarmente gli studi ottenendo buoni risultati e, soprattutto, un rinnovato senso di fiducia. «Garantire la prosecuzione delle lezioni significa non solo tutelare il diritto allo studio, ma permettere ai ragazzi di restare se stessi, senza essere identificati con la malattia», ha aggiunto.
Un punto centrale dell’intervento ha riguardato il coinvolgimento delle famiglie, spesso disorientate di fronte a una degenza prolungata. «Il ricovero non deve essere vissuto come un tempo sospeso, ma come un periodo che può e deve includere anche la crescita culturale ed educativa dei figli», ha sottolineato la dirigente.
L’esperienza di Montecatone mostra come diritto alla salute e diritto all’istruzione possano procedere insieme, rendendo la scuola parte integrante del percorso di cura e riabilitazione. «La scuola in ospedale», ha concluso Simoncini, «è un presidio di vita, un ponte tra la fragilità e il futuro».
Nella foto: le insegnanti di Montecatone e la preside del liceo Scappi, Patrizia Parma.





