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Si celebrerà a breve la Giornata Mondiale della Terapia Occupazionale, occasione preziosa per riflettere sul valore di una disciplina che in Istituto accompagna da quasi 25 anni (il prossimo anno) le persone con lesione midollare o grave cerebrolesione acquisita.
Si celebrerà a breve la Giornata Mondiale della Terapia Occupazionale, occasione preziosa per riflettere sul valore di una disciplina che in Istituto accompagna da quasi 25 anni (il prossimo anno) le persone con lesione midollare o grave cerebrolesione acquisita.
Introdotta a Montecatone nel 2001, la Terapia Occupazionale si è progressivamente consolidata fino a diventare una presenza stabile nei percorsi di cura. Oggi il servizio è composto da nove terapisti occupazionali, un infermiere professionale e un coordinatore; ne fanno parte anche il Servizio Ausili, la Riabilitazione tramite il Gesto Sportivo e il Percorso Patente. Nel 2026 si festeggerà il traguardo dei 25 anni di attività, testimonianza della lungimiranza con cui l’Istituto ha saputo integrare questa disciplina in un contesto riabilitativo complesso e multidisciplinare.
Dal 2001 sono oltre 6.000 i pazienti trattati, con una presa in carico precoce e globale che parte fin dai primi giorni di ricovero. I terapisti occupazionali lavorano in stretta sinergia con medici, infermieri, fisioterapisti e operatori sociosanitari, integrando le loro proposte con strategie, adattamenti e ausili studiati su misura. L’obiettivo è sempre lo stesso: favorire il massimo livello possibile di autonomia, tenendo conto delle potenzialità residue e dei valori della persona.
Le attività vengono svolte in setting diversificati, che spaziano dal reparto (stanza, bagno, palestra) agli spazi specifici del servizio (cucina adattata, vasca e doccia non adattate, postazioni informatiche, banco di lavoro), fino al giardino riabilitativo e agli impianti sportivi cittadini. Importante anche il ricorso a uscite riabilitative mirate, organizzate sempre con il coinvolgimento dell’intera équipe: queste permettono di verificare, in un contesto reale, i progressi del paziente, allenando abilità pratiche e sociali.
«La forza della terapia occupazionale – afferma Roberta Vannini, Coordinatrice della Riabilitazione DH, dei servizi di Terapia Occupazionale, Socio Educativo, Ausili, Riabilitazione tramite Gesto Sportivo e Percorso Patente – è quella di mettere al centro la persona, con i suoi valori e i suoi interessi, proiettandola oltre l’ospedale verso la vita reale».
In quest’ottica, fondamentale è anche la consulenza sugli adattamenti domiciliari e la possibilità di usufruire dell’appartamento pre-dimissione interno all’Istituto, che permette di testare in condizioni protette il rientro a casa.
«Dopo quasi un quarto di secolo – aggiunge Vannini – possiamo dire che la Terapia Occupazionale si è affermata come un pilastro del modello riabilitativo di Montecatone; abbiamo aiutato migliaia di persone a recuperare competenze e dignità di vita e continueremo a farlo con lo stesso impegno e con uno sguardo rivolto al futuro».
Il cammino verso il venticinquesimo anniversario nel 2026 sarà dunque occasione non solo di bilancio, ma anche di rilancio, nella convinzione che autonomia e inclusione resteranno i cardini di un servizio che ha fatto scuola a livello nazionale.





