Grande partecipazione e affetto per la mostra dedicata ad Alex Zanardi, la moglie: «La vita è un dono meraviglioso»
a cura di Ufficio Stampa MRI – Grande partecipazione questa [...]
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7 Settembre 2026
a cura di Ufficio Stampa MRI – Grande partecipazione questa sera in Istituto per l’inaugurazione di “ALEX ZANARDI #1 DI NOI”, la mostra fotografica che ripercorre la vita dell’ex pilota e campione paralimpico dopo l’incidente del 2001 e il legame profondo costruito negli anni con l’Istituto e la Fondazione Montecatone ETS. Un percorso per immagini – messe a disposizione della famiglia Zanardi nonché da Roberto Piccinini (Actualfoto) e Marco Isola (Isolapress) che restituisce una storia di sport, autonomia e partecipazione e che, a pochi giorni dal venticinquesimo anniversario dell’incidente, assume per Montecatone un significato particolare.
All’inaugurazione avrebbe voluto fortemente partecipare Daniela Manni, moglie di Alex, costretta tuttavia a rinunciare all’ultimo momento per un sopraggiunto e inderogabile imprevisto di natura personale. Manni ha comunque mandato un messaggio per «salutare tutti coloro che sono intervenuti alla presentazione di questa mostra fotografica che, certamente vuole essere un tributo ad Alex e che in poche immagini racconta molto bene la sua vita e la gioia che aveva dentro, sempre, nonostante le difficoltà date dalla sua disabilità, ma anche la sua capacità unica di renderla ‘invisibile’. Con il progetto Obiettivo 3 che Alex ha creato, cerchiamo di stimolare ragazzi e ragazze a migliorare la qualità della loro vita attraverso lo sport. Tanti dei nostri sono ‘passati’ da Montecatone e, guardando queste foto – ha concluso – spero stasera possiate portarvi a casa un po’ della luce e della forza gentile che ci ricorda che la vita è un dono meraviglioso».
Per Roberta Frisoni, assessora regionale a Turismo, Commercio e Sport «Alex Zanardi rappresenta una figura straordinaria dello sport italiano, capace di trasformare una prova durissima in una testimonianza di forza, determinazione e fiducia nelle proprie possibilità. Questa mostra, a lui dedicata a venticinque anni dall’incidente del 2001, non è soltanto un omaggio al grande campione che abbiamo ammirato in pista e nel paraciclismo, ma racconta soprattutto una storia di rinascita, autonomia e inclusione attraverso lo sport. Ed è particolarmente significativo che a raccontarla sia Montecatone, eccellenza della nostra regione e punto di riferimento nazionale per la riabilitazione, con cui Zanardi ha costruito negli anni un rapporto profondo. La sua vicinanza alle persone ricoverate e il suo impegno per diffondere la pratica sportiva tra le persone con disabilità hanno dato concretezza a un messaggio nel quale crediamo fortemente: lo sport può essere parte del percorso riabilitativo e diventare uno straordinario strumento per riconquistare autonomia, relazioni e fiducia, partecipare pienamente alla vita sociale e superare barriere che troppo spesso limitano le opportunità delle persone con disabilità. Ringrazio la Fondazione Montecatone, la famiglia Zanardi e Obiettivo 3 per questa iniziativa che, a pochi mesi dalla sua scomparsa, ci permette di ripercorrere la storia di Alex e di continuare a far vivere il messaggio che ha saputo trasmettere con la sua esperienza e il suo impegno. Un esempio capace di parlare a tutti noi, dentro e fuori dal mondo dello sport».
Secondo Marco Panieri, sindaco di Imola, «Alex Zanardi incarna e unisce alla perfezione due dei simboli e delle eccellenze più profonde della nostra città: l’Autodromo Internazionale “Enzo e Dino Ferrari” e l’Istituto di Montecatone. Figlio autentico della nostra Motor Valley – nato a Castel Maggiore, dai primi passi sui kart costruiti insieme al padre fino all’approdo in Formula 1 e ai trionfi negli Stati Uniti. A venticinque anni da quel terribile 15 settembre 2001 che ha cambiato per sempre la sua esistenza, siamo qui per celebrare l’uomo prima ancora che il campione: una persona capace di entrare con straordinaria delicatezza, discrezione e umanità nei reparti ospedalieri e nei centri di riabilitazione. Imola, anche attraverso il legame indissolubile con il Dottor Claudio Costa, gli è sempre stata profondamente vicina. Oggi vogliamo rendere omaggio a quell’energia inesauribile e a progetti come Obiettivo 3, grazie ai quali tanti ragazzi e pazienti, anche al termine del percorso a Montecatone, hanno trovato nello sport la forza, la fiducia e gli strumenti per ripartire e conquistare una nuova autonomia».
Marco Gasparri, Presidente della Fondazione Montecatone ETS ha spiegato che «quando, lo scorso 1° maggio, abbiamo appreso della scomparsa di Alex Zanardi, abbiamo subito pensato a come poter ricordare l’importanza di quello che Alex ha fatto, per tutte le persone con disabilità. Zanardi non viveva per vincere, ma viveva per provare a sé stesso che la disabilità non ferma la vita. Più volte ci ha aiutato ad organizzare manifestazioni di Handbike in autodromo, la più famosa nel 2015. È venuto in ospedale diverse volte, per parlare di persona con i pazienti, per testimoniare che un domani è possibile, nello sport, nel lavoro, nella famiglia, nella vita. Ed è questo che noi della Fondazione Montecatone – ha aggiunto – ci impegniamo a fare ogni giorno, dare alle persone con disabilità degli strumenti per continuare a credere in sé stessi e nella forza che ognuno di loro ha dentro. Il titolo della mostra “#1 DI NOI” è volutamente provocatorio: sappiamo bene che dal punto di vista medico Alex aveva subito una amputazione delle gambe e non una lesione al midollo spinale. Noi però non abbiamo mai giudicato nessuno per il tipo di disabilità che porta con sé e siamo fermamente convinti che ci sia un bisogno enorme di unirsi se vogliamo che le cose cambino, anche e soprattutto dal punto di vista culturale. Le parole ed i pensieri che Alex ci ha lasciato – ha concluso Gasparri – parlano a tutti e sono uno stimolo collettivo a ripartire, a riprendere in mano la propria vita e a non rinunciare mai ai propri progetti».
«La partecipazione di questa sera conferma quanto il rapporto tra Alex e Montecatone sia rimasto attivo nel tempo – ha detto Mario Tubertini, Commissario Straordinario di Montecatone Rehabilitation Institute –. Egli ha saputo tradurre la propria esperienza in un messaggio concreto di autonomia e possibilità, incontrando negli anni molte delle persone ricoverate nel nostro Istituto e condividendo con noi una convinzione fondamentale: lo sport può essere parte integrante di un percorso che restituisce fiducia, indipendenza e nuovi obiettivi. Questa mostra non celebra “soltanto” i suoi straordinari risultati sportivi, ma soprattutto custodisce e trasmette il significato di un legame che per Montecatone continua ad avere un valore profondo».












