Montecatone 25 anni dopo: dal padiglione Montebello a centro di riferimento nazionale per la riabilitazione
a cura di Ufficio Stampa MRI – Nel luglio del [...]
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28 Luglio 2026
a cura di Ufficio Stampa MRI – Nel luglio del 2001 il Montecatone Rehabilitation Institute trasferiva la propria attività dal padiglione Montebello all’attuale sede, aprendo una nuova stagione per la riabilitazione ad alta specialità in Italia; a venticinque anni da quel passaggio, l’Istituto è diventato un centro di riferimento nazionale che integra assistenza, ricerca, innovazione tecnologica e formazione, mantenendo al centro la presa in carico delle persone con lesioni midollari, gravi cerebrolesioni acquisite e altre patologie neurologiche complesse.
L’evoluzione trova riscontro anche nei numeri dell’attività assistenziale, che restituiscono la dimensione della crescita registrata in questi venticinque anni: dal 1° luglio 2001 al 30 giugno 2026 Montecatone ha registrato 35.419 ricoveri, di cui 17.433 ordinari e 17.986 in Day Hospital. Circa il 40% dei pazienti proviene dall’Emilia-Romagna, mentre il restante 60% arriva dalle altre regioni italiane, a conferma di un ruolo che da tempo supera i confini regionali.
Il trasferimento nella nuova sede segnò l’inizio di un cambiamento destinato a proseguire nel tempo: fino ad allora l’attività si svolgeva nel padiglione Montebello, con poco più di cinquanta posti letto dedicati prevalentemente all’Unità Spinale. L’apertura dell’attuale struttura li portò a oltre 150 e pose le basi per un’organizzazione interamente dedicata alla riabilitazione specialistica.
Da allora Montecatone ha progressivamente ampliato il proprio modello assistenziale: la crescita non si è tradotta soltanto nell’aumento dell’attività clinica, ma nello sviluppo di competenze professionali, servizi e tecnologie — dall’ampliamento delle attività diagnostiche e chirurgiche al rafforzamento delle équipe multidisciplinari — che hanno reso l’Istituto sempre più autonomo e capace di affrontare bisogni clinici ad alta complessità, rendendo sempre più completa la presa in carico dei pazienti.
Negli ultimi anni questa evoluzione ha conosciuto una significativa accelerazione: la nuova Radiologia, dotata anche di risonanza magnetica ad alto campo da 3 Tesla, consente oggi di eseguire direttamente in Istituto esami diagnostici di elevata complessità, rafforzando il collegamento tra diagnosi e progetto riabilitativo e riducendo la necessità di trasferire i pazienti verso altre strutture.
Parallelamente si è consolidato l’impiego delle tecnologie per la riabilitazione avanzata: la palestra robotica è ormai parte integrante dell’attività clinica e Montecatone partecipa a programmi di ricerca dedicati allo sviluppo e all’applicazione degli esoscheletri robotici, contribuendo al trasferimento dell’innovazione nella pratica assistenziale.
Si è rafforzata anche la dimensione scientifica dell’Istituto attraverso progetti di ricerca e collaborazioni con università e centri di eccellenza nazionali e internazionali, tra cui l’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), l’Università di Bologna, l’IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna e INAIL: un’attività che consolida Montecatone non solo come luogo di cura, ma anche come centro di ricerca, innovazione e trasferimento delle conoscenze.
Un ulteriore tassello di questo percorso è rappresentato dalla realizzazione del nuovo Polo della formazione, attualmente in costruzione all’interno del complesso ospedaliero grazie a un investimento importante: il nuovo edificio ospiterà aule per la formazione e l’aggiornamento del personale, spazi dedicati a convegni e incontri scientifici, uffici e sale riunioni. La nuova struttura rafforzerà ulteriormente la capacità dell’Istituto di sviluppare attività didattiche, promuovere il confronto interdisciplinare e consolidare le collaborazioni con partner scientifici di rilievo nazionale e internazionale.
«Se c’è un filo conduttore che attraversa questi venticinque anni – spiega Mario Tubertini, già Direttore Generale e attuale Commissario Straordinario della struttura – è la volontà di costruire, giorno dopo giorno, le migliori condizioni per farsi carico di tutti i bisogni delle persone con disabilità neurologiche complesse. L’evoluzione dell’Istituto – prosegue – non è stata soltanto tecnologica o organizzativa: è cresciuta la capacità di mettere insieme professionalità diverse, competenze specialistiche e innovazione per offrire percorsi sempre più completi e personalizzati. È questa la direzione – ha concluso – che continuerà a guidare lo sviluppo di Montecatone».
«L’Istituto svolge le sue molteplici attività tutte ed esclusivamente a beneficio di utenti del Servizio Sanitario Regionale e Nazionale ma non ne fa ancora parte a pieno titolo – aggiunge Gabriele Peroni, Presidente del CdA – in quanto la sua natura giuridica è figlia di modelli di sperimentazioni gestionali sviluppati alla fine degli anni Novanta come forme di collaborazione pubblico-privato. Tali società miste si sono poi rivelate nel tempo sempre più problematiche per diversità di visioni ed obiettivi tra le parti. Le penalizzazioni per Montecatone, insite nell’essere formalmente una società per azioni – peraltro, dal 2011, di proprietà interamente pubblica – sono molteplici e non consentono di accedere ai fondi strutturali della Programmazione Sanitaria Regionale, ai bandi ministeriali per la ricerca, né ha potuto avvalersi dei finanziamenti del PNRR. Per gestire un futuro solido e sostenibile, il necessario ulteriore rafforzamento tecnologico ed innovativo, l’ampliamento dell’offerta per far fronte alle sempre più numerose persone che da tutta Italia chiedono di avvalersi dell’altissima qualità riabilitativa della Struttura, è prioritario riuscire a ripensare alla natura giuridica dell’Istituto. I Soci ed il Cda d’intesa con la nostra Regione, tutti convinti che il momento attuale renda ineludibile tale passaggio – ha concluso Peroni –, sono impegnati a trovare e poi a definire normativamente un nuovo assetto giuridico confacente a tale scopo. Sono fiducioso che ciò si realizzi a breve».











