Esoscheletro e lesione midollare: sullo European Journal of Physical and Rehabilitation Medicine lo studio coordinato da Montecatone
L'esoscheletro robotico rappresenta una tecnologia sicura e ben tollerata nella riabilitazione delle persone con lesione midollare cronica incompleta, ma non ha mostrato benefici aggiuntivi statisticamente significativi rispetto alla sola riabilitazione convenzionale nelle condizioni analizzate: è questa la principale conclusione dello studio pubblicato sull'European Journal of Physical and Rehabilitation Medicine coordinato da Ilaria Baroncini del nostro Istituto.
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9 Giugno 2026
a cura di Ufficio Stampa MRI – L’esoscheletro robotico rappresenta una tecnologia sicura e ben tollerata nella riabilitazione delle persone con lesione midollare cronica incompleta, ma non ha mostrato benefici aggiuntivi statisticamente significativi rispetto alla sola riabilitazione convenzionale nelle condizioni analizzate: è questa la principale conclusione dello studio pubblicato sull’European Journal of Physical and Rehabilitation Medicine coordinato da Ilaria Baroncini del nostro Istituto cui hanno contribuito anche l’IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna, Fondazione IRCCS Santa Lucia di Roma e IRCCS San Camillo di Venezia.
La ricerca, finanziata dal Ministero della Salute nell’ambito del bando Ricerca Finalizzata 2018, ha ricevuto un contributo complessivo di 450 mila euro, di cui 255.740 euro destinati alle attività congiunte dell’IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna e di Montecatone. L’obiettivo era valutare l’efficacia dell’esoscheletro EKSO-GT™ come supporto alla neuroriabilitazione nelle persone con lesione midollare cronica a incompletezza motoria.
Lo studio ha coinvolto 36 pazienti, a una distanza compresa tra uno e cinque anni dall’evento lesivo. I partecipanti sono stati suddivisi in due gruppi: il primo ha seguito un programma che integrava quattro settimane di allenamento assistito dall’esoscheletro con la successiva riabilitazione convenzionale; il secondo ha effettuato esclusivamente un percorso di neuroriabilitazione standard per otto settimane.
I ricercatori hanno valutato la capacità di cammino e altri parametri clinici correlati, tra cui resistenza alla deambulazione, forza muscolare, spasticità, dolore, propriocezione e stato dell’umore. I risultati non hanno evidenziato differenze statisticamente significative tra i due gruppi. Dopo quattro settimane, il miglioramento della velocità di cammino è stato osservato nel 33,3% dei pazienti trattati con esoscheletro e nel 46,7% di quelli sottoposti alla sola riabilitazione convenzionale; dopo otto settimane le percentuali sono risultate rispettivamente del 43,8% e del 66,7%.
Anche per gli altri parametri valutati non sono emerse differenze significative. Entrambi i gruppi hanno comunque registrato miglioramenti clinicamente rilevanti nel corso del trattamento, confermando l’efficacia del percorso riabilitativo nel favorire il recupero funzionale.
Un elemento particolarmente importante riguarda la sicurezza: durante lo studio non sono stati registrati eventi avversi correlati all’utilizzo dell’esoscheletro, confermandone la fattibilità all’interno dei percorsi riabilitativi dedicati alle persone con lesione midollare cronica.
Secondo gli autori, i risultati suggeriscono che l’impiego dell’esoscheletro come intervento aggiuntivo a breve termine non produce, nelle condizioni esaminate, vantaggi funzionali superiori rispetto a quelli ottenibili con un programma riabilitativo tradizionale ben strutturato. Lo studio conferma quindi il ruolo centrale di percorsi personalizzati, continuativi e multidisciplinari, costruiti sulle caratteristiche e sugli obiettivi della singola persona.
La ricerca sottolinea inoltre la necessità di ulteriori studi, condotti su popolazioni più ampie, per comprendere meglio quali pazienti possano trarre il massimo beneficio da queste tecnologie e quale possa essere il loro ruolo ottimale all’interno della riabilitazione neurologica.
Per Montecatone, la partecipazione allo studio si inserisce in un più ampio percorso di ricerca e innovazione dedicato alle tecnologie avanzate per il recupero funzionale delle persone con lesione midollare, ambito nel quale l’Istituto è da anni impegnato sia sul piano clinico sia su quello scientifico.











