Riabilitazione in acqua e nuove tecnologie: in Istituto la “demo” dell’esoscheletro gonfiabile

A cura di Ufficio Stampa MRI – Acqua come ambiente [...]

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14 Settembre 2026

A cura di Ufficio Stampa MRI – Acqua come ambiente riabilitativo, tecnologia come possibile supporto al movimento e all’autonomia: l’Istituto ha dedicato oggi una giornata di approfondimento alle potenzialità dell’esoscheletro gonfiabile In-Exon per le persone con lesione midollare. In mattinata si è svolta una dimostrazione del dispositivo nella piscina dell’Istituto; nel pomeriggio professionisti della riabilitazione, tecnici sportivi e promotori del progetto, si sono confrontati sulle possibili applicazioni in ambito riabilitativo e motorio. L’incontro “Acqua: movimento, riabilitazione, libertà”, promosso da Montecatone insieme alla Fondazione Gaia von Freymann, ha consentito di osservare In-Exon nell’ambiente per il quale è stato sviluppato e di metterne le caratteristiche in relazione con l’esperienza maturata dall’Istituto nella presa in carico delle persone con lesione midollare.

Un esoscheletro pensato per l’acqua. In-Exon nasce dall’incontro tra Francesco Boscarino ed Edward von Freymann: il progetto ingegneristico è stato sviluppato da Boscarino a partire dalle esigenze dell’amico von Freymann, che vive da anni con una lesione midollare e ha partecipato direttamente alla sperimentazione del prototipo.

La soluzione si differenzia dagli esoscheletri rigidi tradizionali per struttura e modalità di utilizzo: è gonfiabile, leggera e trasportabile ed è stata progettata per l’impiego anche in acqua. Una volta sgonfiato, il sistema può essere ripiegato e trasportato con facilità; durante l’utilizzo, il gonfiaggio delle diverse componenti concorre al sostegno del corpo e del movimento nell’ambiente acquatico. Il dispositivo ha un peso di circa 1,2 chilogrammi ed è concepito per adattarsi al corpo dell’utilizzatore.

Il principio alla base di In-Exon mette in relazione le caratteristiche dell’esoscheletro con quelle dell’ambiente acquatico: galleggiamento e gonfiaggio modulabile possono essere regolati in funzione delle necessità dell’utilizzatore. Il sistema prevede inoltre la possibilità di intervenire sul livello di gonfiaggio tramite Bluetooth. Si tratta di caratteristiche che ne distinguono l’impostazione da quella dei sistemi robotizzati rigidi e motorizzati già impiegati o studiati nella riabilitazione sulla terraferma.

Proprio l’utilizzo in acqua è stato al centro della giornata di Montecatone: la dimostrazione in piscina ha permesso ai professionisti presenti di osservare direttamente il funzionamento del dispositivo e le modalità con cui interagisce con il corpo nell’ambiente acquatico. Un’osservazione preliminare che non costituisce una valutazione di efficacia clinica, ma consente di approfondire caratteristiche e possibili ambiti di applicazione.

In-Exon era stato presentato a livello nazionale il 22 luglio scorso al Senato, nel corso di una conferenza stampa promossa dalla senatrice Giusy Versace, presidente dell’Intergruppo parlamentare sulla Disabilità. All’incontro aveva partecipato anche Laura Simoncini, direttore dell’Unità Spinale di Montecatone, intervenuta in rappresentanza della componente clinica, insieme a Marco Giunio De Sanctis, Francesco Boscarino ed Edward von Freymann; era presente anche il Commissario straordinario dell’Istituto, Mario Tubertini.

In quella sede Montecatone aveva portato nel confronto il punto di vista clinico-riabilitativo: l’innovazione tecnologica deve essere considerata rispetto ai bisogni della persona, agli obiettivi perseguibili e alla possibilità di inserirla in modo appropriato nel progetto riabilitativo. La giornata di oggi ha dato continuità a quel confronto concentrandosi sull’utilizzo in acqua: un contesto nel quale le caratteristiche fisiche dell’ambiente modificano le condizioni di esecuzione del movimento e aprono specifiche possibilità di intervento riabilitativo.

Dalla riabilitazione acquatica al gesto sportivo. Il confronto si è esteso al rapporto tra movimento e sport: Paolo Martinelli, tecnico FINP, con la collaborazione di Giulia Zoli, anch’ella tecnico FINP, ha illustrato il ruolo del nuoto nell’ambito del programma di Rieducazione tramite il Gesto Sportivo, che a Montecatone integra la pratica sportiva nel progetto riabilitativo.

Ad approfondire gli aspetti propriamente riabilitativi è stata Monica Comandelli, fisioterapista di Montecatone, con un intervento dedicato al ruolo dell’attività in acqua nel percorso delle persone con lesione midollare.

Edward von Freymann e Francesco Boscarino, per la Fondazione Gaia von Freymann, hanno quindi ripercorso la genesi di In-Exon e illustrato le soluzioni adottate per consentirne l’utilizzo in ambiente acquatico. Il confronto con i professionisti ha permesso di ricondurre l’innovazione al contesto nel quale potrà essere valutata: non come alternativa al trattamento, ma come possibile strumento da considerare rispetto alle indicazioni, agli obiettivi e alle caratteristiche della persona.

Dall’accessibilità alla possibilità di entrare in acqua. Un ulteriore punto di vista è arrivato da Debora Donati, fondatrice della Spiaggia dei Valori, che ha illustrato un’esperienza nata in Emilia-Romagna con un obiettivo preciso: rendere possibile l’accesso al mare anche alle persone con disabilità molto gravi.

Il progetto ha preso forma nel 2018 e ha progressivamente sviluppato una struttura balneare accessibile: oggi dispone di 100 ombrelloni sulla spiaggia, 18 postazioni attrezzate per persone con disabilità gravissime e altre 12 destinate a persone con necessità assistenziali meno complesse. Le dotazioni comprendono spazi e attrezzature pensati per rispondere anche a bisogni assistenziali elevati. Alla dimensione turistica e sociale si affiancano quella sanitaria e quella formativa: secondo quanto riferito da Donati, ogni anno oltre 600 giovani partecipano alle attività di volontariato e ricevono una preparazione specifica, anche con il contributo di fisioterapisti e logopedisti, per la movimentazione e la comunicazione con gli ospiti. La struttura opera, inoltre, in collegamento con il sistema sanitario ed è diventata sede di tirocini universitari per professionisti in formazione.

Il punto centrale dell’esperienza, ha spiegato Donati, è consentire l’accesso al mare anche a chi ne è rimasto escluso per molti anni a causa della complessità della propria condizione. Una prospettiva che durante l’incontro si è collegata direttamente alla dimostrazione dell’esoscheletro gonfiabile. «Quando ho visto l’esoscheletro ho pensato a tanti nostri ospiti che potrebbero usufruirne, partendo anche dalle persone con disabilità gravissime», ha spiegato Donati. Alla Spiaggia dei Valori entrano infatti in acqua anche persone con bisogni assistenziali molto complessi, comprese persone che necessitano di ventilazione: la possibilità di disporre di uno strumento capace di sostenere il corpo in posizione eretta nell’ambiente acquatico rappresenta, secondo Donati, un’opportunità da approfondire.

La Spiaggia dei Valori nasce anche da un’esperienza personale: Donati ha ricordato come il progetto abbia preso forma durante la malattia di Dario, con l’obiettivo di costruire un luogo nel quale una vacanza al mare potesse essere realmente accessibile anche alle persone con necessità assistenziali elevate. Dopo la sua scomparsa, nel 2018, il progetto è proseguito ampliando progressivamente attività, dotazioni e collaborazioni. A guidare il confronto è stata Laura Simoncini, direttore dell’Unità Spinale di Montecatone, che ha raccordato i diversi contributi con l’esperienza clinico-riabilitativa dell’Istituto.

Tecnologia e riabilitazione: la valutazione parte dalla persona.  L’interesse di Montecatone per In-Exon si inserisce in un’esperienza consolidata nel campo delle tecnologie applicate alla riabilitazione: l’Istituto è impegnato da anni nell’utilizzo e nella ricerca sugli esoscheletri robotizzati, anche attraverso progetti sviluppati in collaborazione con INAIL e Istituto Italiano di Tecnologia. La dimostrazione di In-Exon nella piscina dell’Istituto si colloca nella stessa prospettiva: conoscere una tecnologia, osservarne il funzionamento e confrontarsi sulle possibili applicazioni costituiscono passaggi preliminari rispetto a qualsiasi valutazione del suo impiego riabilitativo. L’ambiente acquatico introduce ora un ulteriore campo di osservazione. Il criterio resta quello che accompagna l’introduzione di ogni nuovo strumento nella pratica clinica: verificarne utilità, appropriatezza e sicurezza rispetto alle esigenze della persona e agli obiettivi del progetto riabilitativo.

 

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