Giusy, la campionessa: «Non guardate ciò che avete perso, ma quel che avete superato»

Una testimonianza intensa, capace di intrecciare sofferenza, determinazione e rinascita, ha coinvolto pazienti, familiari e professionisti dell’Istituto durante l’incontro con Giusy Sbaglio, campionessa di danza paralimpica, a Montecatone anche per condividere la propria esperienza umana e sportiva.

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22 Maggio 2026

a cura di Ufficio Stampa MRI – Una testimonianza intensa, capace di intrecciare sofferenza, determinazione e rinascita, ha coinvolto pazienti, familiari e professionisti dell’Istituto durante l’incontro con Giusy Sbaglio, campionessa di danza paralimpica, a Montecatone anche per condividere la propria esperienza umana e sportiva.

Con l’ausilio di fotografie e immagini, Giusy ha ripercorso le tappe principali della sua storia: una caduta apparentemente banale durante una partita a bowling, la scelta di non interrompere la gravidanza nonostante i rischi prospettati dai medici, l’intervento chirurgico che le ha provocato una lesione midollare e il lungo percorso di recupero affrontato negli anni successivi. Un cammino complesso che l’ha portata a ricostruire progressivamente la propria quotidianità, sul piano personale, familiare e professionale.

Mamma di tre figli e ortottista presso l’Ospedale di Vico Equense, Giusy continua inoltre a dedicare parte del proprio impegno civile al miglioramento dell’accessibilità nella sua città, Gragnano, convinta che l’inclusione passi anche attraverso interventi concreti capaci di rendere gli spazi e i servizi più fruibili per tutti.

Non avendo con sé la carrozzina da competizione, ha mostrato alcuni video delle sue esibizioni e dei numerosi traguardi raggiunti nella danza paralimpica, disciplina che le ha consentito di tornare a esprimere sé stessa e di affermarsi a livello internazionale. Il prossimo 10 giugno sarà protagonista al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite, a New York, in occasione della COSP19, la 19ª Conferenza degli Stati Parte della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità.

Al centro dell’incontro, tuttavia, non c’è stato il racconto dei successi sportivi, ma il significato più profondo del percorso affrontato dopo la lesione. Nel dialogo con pazienti e familiari, Giusy ha invitato tutti a non concentrarsi su ciò che la vita sottrae, ma sulle difficoltà superate e sulle possibilità che possono ancora aprirsi.

«Non guardate ciò che avete perso, ma ciò che avete superato»: è il messaggio che ha condiviso con i presenti, esortandoli a riconoscere il valore delle piccole conquiste quotidiane e a coltivare una passione capace di dare significato ai giorni anche nei momenti più difficili.

Nel suo caso quella passione è stata la danza. Ritrovarla ha rappresentato una leva decisiva non solo per la propria realizzazione personale, ma anche per affrontare il dolore neuropatico conseguente alla lesione midollare. Un percorso che, nel tempo, le ha consentito di ridurre progressivamente l’assunzione di farmaci fino a sospenderli completamente.

L’incontro si è concluso con un lungo confronto tra Giusy e i partecipanti, che ha trasformato il racconto di una vicenda personale in una riflessione condivisa sulla resilienza, sul valore delle relazioni e sulla capacità di costruire nuovi progetti di vita anche dopo un evento traumatico.

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