L’assessore regionale alle Politiche per la salute Massimo Fabi: «La Rete delle Unità Spinali deve essere nazionale»

La sfida non è rafforzare singole eccellenze regionali, ma costruire un sistema nazionale capace di accompagnare le persone con lesione midollare lungo tutto il percorso di cura: è questo uno dei passaggi centrali dell'intervento dell'assessore alle Politiche per la salute della Regione Emilia-Romagna, Massimo Fabi, al seminario "Rete delle Unità Spinali: cura senza confini", promosso da Montecatone Rehabilitation Institute nell'ambito di ExpoAid.

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30 Giugno 2026

a cura di Ufficio Stampa MRI – La sfida non è rafforzare singole eccellenze regionali, ma costruire un sistema nazionale capace di accompagnare le persone con lesione midollare lungo tutto il percorso di cura: è questo uno dei passaggi centrali dell’intervento dell’assessore alle Politiche per la salute della Regione Emilia-Romagna, Massimo Fabi, al seminario “Rete delle Unità Spinali: cura senza confini”, promosso da Montecatone Rehabilitation Institute nell’ambito di ExpoAid.

Riprendendo molti dei temi emersi nel confronto tra i professionisti, Fabi ha sostenuto che il percorso debba partire dalle competenze cliniche e organizzative sviluppate nelle Unità Spinali e tradursi in un modello capace di coniugare alta specializzazione, continuità assistenziale e prossimità.

«Alta specializzazione e presa in carico continua non sono in contraddizione: sono due aspetti complementari. Anche la capillarità non può essere disgiunta dall’alto livello di competenza tecnico-specialistica». Per raggiungere questo obiettivo, ha spiegato, occorre investire nella formazione e utilizzare anche i nuovi strumenti di comunicazione e di governo clinico per diffondere le competenze specialistiche sull’intero territorio.

Nel suo intervento l’assessore ha richiamato anche gli investimenti previsti dalla Missione 6 del PNRR e il ruolo delle Case della Comunità, osservando che queste strutture possono svolgere pienamente la propria funzione soltanto se inserite in un sistema organizzato di assistenza.

«La presa in carico e le cure devono essere continue, devono essere proattive e la rete deve garantire capillarità e una cura senza confini. Questo non può essere fatto da un prestazionificio, ma da una rete».

Secondo Fabi, proprio per questo il progetto deve assumere una dimensione nazionale.

«La rete non può che essere nazionale. Se la facciamo regionale non risolviamo il problema. Deve essere programmata e strutturata nei singoli territori, coinvolgendo anche chi lavora in prossimità e deve essere formato in prossimità».

Un altro tema affrontato riguarda la formazione degli operatori. L’assenza di una scuola di specializzazione dedicata alle Unità Spinali, ha osservato, non dovrebbe impedire di valorizzare le competenze acquisite attraverso l’esperienza sul campo. Per Fabi è necessario costruire percorsi che consentano di riconoscere formalmente queste professionalità e di trasformarle in patrimonio formativo anche per le nuove generazioni di operatori.

Accanto alla rete, l’assessore ha indicato nel Registro Nazionale delle lesioni midollari uno strumento indispensabile per sostenere programmazione sanitaria e ricerca.

«Il registro deve essere nazionale. I dati devono diventare informazioni, strutturate in modo da dare a chi programma i servizi gli elementi necessari per orientare gli interventi di presa in carico». Ha quindi ricordato come il consenso informato e la tutela della riservatezza consentano di utilizzare i dati anche per finalità cliniche, programmatorie e di ricerca.

Richiamando il Decreto ministeriale 77 sulla riorganizzazione delle cure territoriali e il Decreto 62 dedicato alla riforma della disabilità, Fabi ha evidenziato la necessità di sviluppare modelli assistenziali capaci di individuare precocemente i bisogni delle persone e di costruire attorno a ciascuna un autentico progetto di vita.

In conclusione, ha assicurato la piena disponibilità della Regione Emilia-Romagna a sostenere il percorso avviato dalle Unità Spinali.

«Questa Regione è a vostra disposizione per creare le condizioni necessarie a costruire i progetti che avete delineato. Ma se non ci diamo un obiettivo nazionale e di sistema-Paese perderemo una grande opportunità».

 

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