Riccardo Bondavalli, da Montecatone alla maglia tricolore: una storia di sport e rinascita

Una volata, uno o due secondi di vantaggio sulla linea [...]

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27 Agosto 2026

Una volata, uno o due secondi di vantaggio sulla linea del traguardo e una maglia tricolore che, soltanto qualche anno fa, sarebbe stato difficile persino immaginare. Riccardo Bondavalli, classe 1991, originario di Correggio, ai Campionati Italiani di Zoppola ha conquistato il titolo nazionale di paraciclismo nella categoria MC1, dopo il quarto posto ottenuto nella cronometro.

A raccontarne la storia è un articolo pubblicato sul sito della Federazione Ciclistica Italiana, che ripercorre le tappe di una vicenda iniziata molto prima di quella vittoria.

Nel 2011 Riccardo ha vent’anni quando un grave incidente stradale gli provoca una lesione midollare, cambiando improvvisamente la sua vita. Prima dell’incidente giocava a calcio e militava nella prima squadra dell’Averetti di Carpi; dopo, deve confrontarsi con una nuova condizione fisica, con il dolore e con le conseguenze della lesione.

Nel 2014 entra in contatto con il nostro Istituto, che comincia a seguirlo attraverso day hospital e controlli periodici. È un rapporto che prosegue ancora oggi e che Riccardo considera un punto di riferimento nella gestione delle conseguenze della lesione.

«Mi hanno aiutato tantissimo nella gestione delle conseguenze della lesione, dal dolore ai problemi gastro-vescicali. Ancora oggi sono seguito da loro e per me è una realtà fondamentale», racconta nell’intervista a Federciclismo. Negli anni partecipa anche a studi e sperimentazioni con i nostri specialisti, provando terapie che, spiega, sono state importanti nel suo cammino.

La riabilitazione, tuttavia, non procede sempre in linea retta. Nei primi anni Riccardo concentra gran parte delle energie sul recupero fisico, mentre la perdita improvvisa dello sport e le difficoltà della nuova quotidianità aprono una fase personale molto complessa. Tra il 2011 e il 2017 attraversa un periodo segnato dall’uso di alcol e sostanze. La famiglia, e in particolare i genitori, lo aiutano a cambiare direzione: nel 2017 entra nella comunità di San Patrignano, dove rimane fino alla fine del 2019.

È durante quel periodo che riallaccia anche i rapporti con il nostro Istituto. Terminata l’esperienza in comunità, torna progressivamente a prendersi cura di sé: riprende la palestra, la fisioterapia e riscopre la bicicletta.

Dal 2020 comincia a pedalare con continuità. «Ho scoperto quanto la bicicletta mi facesse bene, non soltanto fisicamente ma soprattutto mentalmente. Ho iniziato ad allenarmi sempre di più, a perdere peso e a migliorare la mia condizione».

La lesione interessa la parte inferiore del corpo: Riccardo ha recuperato parzialmente la funzionalità fino al ginocchio, mentre al di sotto non ha sensibilità né movimento. Per pedalare utilizza tutori e specifici accorgimenti, compresi sostegni in carbonio. Chilometro dopo chilometro arrivano i primi risultati e, con essi, la consapevolezza che la bicicletta possa diventare qualcosa di più.

La ricerca di un percorso agonistico lo porta prima a Obiettivo3, il progetto ideato da Alex Zanardi, e successivamente alla Ciclistica Omnia Imola. L’incontro con altri atleti paralimpici, gli allenamenti e il lavoro su alimentazione e fisioterapia trasformano così una passione ritrovata in un progetto sportivo.

Dopo la classificazione nella categoria MC1 arriva il debutto ai Campionati Italiani di Zoppola. Nella cronometro Riccardo chiude al quarto posto; nella gara in linea conquista il titolo italiano.

«Non me l’aspettavo assolutamente. C’erano atleti della Nazionale e campioni del mondo, europei e paralimpici. Ero emozionato semplicemente di essere lì. Però sapevo anche quanto avevo lavorato».

La gara si decide in volata. «Nella volata finale ho chiuso gli occhi e ho spinto più che potevo. Credo di averlo anticipato di uno o due secondi sulla linea. Non me lo aspettavo, però ci credevo tanto».

Quella maglia tricolore non cancella ciò che è accaduto e non rappresenta la conclusione della storia. Segna una nuova tappa di un cammino nel quale cura, riabilitazione, sostegno familiare e sport hanno contribuito, in momenti diversi, a ricostruire possibilità, autonomia e obiettivi.

Oggi Riccardo continua a lavorare, ad allenarsi e a essere seguito dal nostro Istituto. Davanti a sé ha già una nuova ambizione: conquistare la maglia azzurra e arrivare alle competizioni internazionali.

A più di dieci anni dal primo incontro con noi, la sua esperienza restituisce anche il valore di una presa in carico che può accompagnare la persona ben oltre una singola fase riabilitativa: convivere con una lesione midollare significa affrontare bisogni che cambiano nel tempo e continuare a costruire nuovi equilibri.

Per Riccardo, oggi, uno di questi corre su due ruote.

Fonte e foto: Federazione Ciclistica Italiana – Federciclismo, “Dal dolore alla vittoria, la storia di Riccardo Bondavalli”.

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