Giornalista freelance e autore. Coordinatore come volontario di un laboratorio di lettura e scrittura creativa in un carcere Milanese. Un tempo allenatore di Basket, non pentito.
Nessun “perché” è inutile piccolo mio…
Perché le stelle brillano?
Perché piove?
Perché il cielo è azzurro?
Perché oggi non ci sono le nuvole?
Perché il fulmine arriva prima del tuono?
Perché le foglie di quell’albero sembrano dei grandi cuori? E perché si chiama Paulonia?
Perché il vento non si vede?
Perché le campane suonano?
Perché le formiche sanno camminare a testa in giù?
Perché i corvi sono tanti?
Perché sotto la corteccia degli alberi scorre un sangue chiamato linfa?
Perché gli uomini primitivi erano nudi?
Perché i dinosauri sono morti tutti e perché è caduta quella grande pietra sulla Terra?
Perché le ruote girano?
Perché si sente il mare appoggiando una conchiglia all’orecchio?
Perché la gelateria è chiusa?
Perché Spider-Man è forte?
Perché scarabocchiano i muri? (“Non si fa!”)
Perché gli indiani si dipingevano il volto e perché cacciavano i bisonti?
Perché i cani scodinzolano?
Perché le aragoste hanno le chele?
Perché il tram va sulle rotaie?
Perché l’aereo vola?
Perché a volte le ombre sono così lunghe e perché si muovono con noi?
Perché….
“Perché si spinge da sola?”, esclami vedendo procedere verso di noi una carrozzina elettrica. La signora si ferma e ti parla, ti chiede come ti chiami, ti spiega l’uso dei pulsanti. Entrambi sorridete, poi vi allontanate l’uno dall’altra, specchio di improvvisa spontanea fraternità, oltre l’abisso delle generazioni: lei nel presente fermo e con questa particola di gioia, tu nel futuro che andrai a scoprire. Passo dopo passo, piccolo mio, perché dopo perché.
Nella folla dei “perché” nessuno è inutile, piccolo mio.










