Nessun “perché” è inutile, piccolo mio

Alberto Figliolia

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Giornalista freelance e autore. Coordinatore come volontario di un laboratorio di lettura e scrittura creativa in un carcere Milanese. Un tempo allenatore di Basket, non pentito.

Nessun “perché” è inutile piccolo mio…

Perché le stelle brillano?

Perché piove?

Perché il cielo è azzurro?

Perché oggi non ci sono le nuvole?

Perché il fulmine arriva prima del tuono?

Perché le foglie di quell’albero sembrano dei grandi cuori? E perché si chiama Paulonia?

Perché il vento non si vede?

Perché le campane suonano?

Perché le formiche sanno camminare a testa in giù?

Perché i corvi sono tanti?

Perché sotto la corteccia degli alberi scorre un sangue chiamato linfa?

Perché gli uomini primitivi erano nudi?

Perché i dinosauri sono morti tutti e perché è caduta quella grande pietra sulla Terra?

Perché le ruote girano?

Perché si sente il mare appoggiando una conchiglia all’orecchio?

Perché la gelateria è chiusa?

Perché Spider-Man è forte?

Perché scarabocchiano i muri? (“Non si fa!”)

Perché gli indiani si dipingevano il volto e perché cacciavano i bisonti?

Perché i cani scodinzolano?

Perché le aragoste hanno le chele?

Perché il tram va sulle rotaie?

Perché l’aereo vola?

Perché a volte le ombre sono così lunghe e perché si muovono con noi?

Perché….

“Perché si spinge da sola?”, esclami vedendo procedere verso di noi una carrozzina elettrica. La signora si ferma e ti parla, ti chiede come ti chiami, ti spiega l’uso dei pulsanti. Entrambi sorridete, poi vi allontanate l’uno dall’altra, specchio di improvvisa spontanea fraternità, oltre l’abisso delle generazioni: lei nel presente fermo e con questa particola di gioia, tu nel futuro che andrai a scoprire. Passo dopo passo, piccolo mio, perché dopo perché.

Nella folla dei “perché” nessuno è inutile, piccolo mio.

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