Vincitori e partecipanti del concorso Sempre Io 2026

In questa pagina sono raccolti i lavori partecipanti al concorso Sempre Io 2026, suddivisi nelle diverse categorie: racconti, poesie, fotografia, interviste e canzoni.

Attraverso l’indice è possibile accedere rapidamente alle varie sezioni e scoprire tutti i contributi presentati dai partecipanti.

Poesia

  • Prima classificata

    Andrea Giurdanella

    Medico chirurgo e psicoterapeuta. Nel giugno 2025 è sopravvissuto ad una grave cerebrolesione acquisita conseguente ad un incidente in bici avvenuto sull’isola dell’Asinara (in Sardegna). Attraverso la scrittura esplora il confine tra corpo, memoria e coscienza.

    La poesia “Soglia” colpisce per la sua straordinaria densità ermetica e per la capacità di sondare il mistero della sospensione vitale. Con versi scarni e incisivi, l’autore fissa l’istante del trauma, ergendolo a spartiacque esistenziale e metafisico. L ‘immagine di un “bianco senza rive” e di un “isola invisibile” richiama prepotentemente la poetica del frammento di Giuseppe Ungaretti, dove la parola scarnificata si fa testimone di un’esperienza limite, in bilico sul baratro. Il tema del ritorno e dell’identità inesorabilmente mutata (“senza essere più quello che era partito”) evoca inoltre le risonanze omeriche di Kavafis: il naufragio non è la fine, ma un doloroso approdo a un nuovo io, nudo e autentico. Questa solenne stasi interiore trova un parallelismo perfetto nelle note sospese e assolute dell’aria “Pace, pace mio Dio” da La forza del destino di Giuseppe Verdi. Come l’eroina verdiana, abbandonata a un destino ineluttabile ma pervasa da un’intima tensione, l’autore abita un silenzio profondo che non è mai rassegnazione, bensì l’attesa di una stoica e vibrante rinascita umana.

  • Marta Orlando

    “vivo in Toscana con mio marito e le nostre 3 figlie, sono una donna e mamma che ha sentito il bisogno di scrivere, per noi stessi e per chiunque si trovi ad attraversare momenti difficili.”

    Questa lirica trasforma il dramma e l’immobilità della malattia in un toccante e luminoso inno alla devozione familiare. La forza del testo risiede in un potente capovolgimento di prospettiva: l’eroismo non ha bisogno di mantelli o gesta eclatanti, ma si manifesta in una asettica stanza d’ospedale, nei sussurri e nelle mani intrecciate. Il senso di un amore che si fa sostegno fisico e morale, racchiuso nel verso “un amore che non smette di camminare”, ricorda intimamente la celebre lirica “Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale” di Eugenio Montale. Come nel capolavoro montaliano, dove le pupille offuscate della moglie guidano il poeta oltre la miopia del mondo, l’amore incondizionato si fa vero motore vitale. Questa abnegazione totale risuona con la stessa dolcissima potenza della figura di Liù, che guida con incrollabile dedizione il vecchio re cieco Timur nella Turandot di Giacomo Puccini. In un sublime slancio dei sentimenti, la voce della figlia si sostituisce alle gambe tremanti del padre, sopperendo alla fragilità del corpo fino a diventare un’invisibile ma indistruttibile ancora di salvezza.

  • Terza classificata

    Concetta Maria Carpinelli

    “in data 21/10/2024 ha avuto una lesione spinale parziale da ischemia NDD, pertanto sono stata ricoverata in unità spinale a Montecatone. Chiaramente dopo un primo periodo di adattamento nella nuova condizione, (sono rimasta due mesi in carrozzina), con l’aiuto di tutta l’equipe sono ritornata a sperare e davvero miracolosamente, a camminare. Questo mio piccolo racconto breve in poesia, vuol essere la mia testimonianza e la condivisione delle mie emozioni che ho riportato come volesse essere un diario emozionale che spesso diventa terapia. “

    Questo testo si distingue per la sua rara e commovente delicatezza nell’affrontare il tema del tempo, della sofferenza fisica e della resilienza identitaria. L’autrice imbastisce un lucido e intimo dialogo con la propria anima, arrivando alla consapevolezza e all’accettazione delle proprie “rughe in più”, ormai non più fardelli, ma tracce preziose di ascolto e di amore. Questo colloquio profondo ricorda da vicino lo stile ironico e disarmante di Wisława Szymborska o le fiere e indomite rivendicazioni del proprio vissuto doloroso tipiche di Alda Merini. Come nelle opere di queste grandi poetesse, i segni lasciati dalla sofferenza non scalfiscono l’essenza dell’individuo, ma la arricchiscono. La magnifica chiusa (“Sarò sempre io… quella che ancora sogna”) pulsa della stessa immensa e fiera intensità dell’aria “Vissi d’arte” della Tosca di Giacomo Puccini. È un bilancio esistenziale supremo e assoluto: se il corpo porta i segni ineludibili della tempesta e delle prove subite, l’anima si erge orgogliosa e invincibile sulle macerie, rivendicando la propria incrollabile vocazione alla bellezza, alla speranza e alla vita.  

  • Mario Renzone

    Persona con disabilità

    Presentazione: Poeta per diletto, essere umano per dispetto.

  • Andrea Giurdanella

    Persona con disabilità

  • Isabella Papagna

    “Volontaria, partecipo a diversi eventi “

  • Isabella Papagna

    “Volontaria, partecipo a diversi eventi “

  • Isabella Papagna

    “Volontaria, partecipo a diversi eventi “

  • Monica Tosetti

    Paziente del Day Hospital di Montecatone. “Ho cominciato e sedici anni a scrivere poesie sono passata a racconti autobiografici a trentanove anni e alla scrittura creativa a quarantacinque anni … Non riesco più a immaginarmi senza una penna in mano!”

  • Donatella Tozzi

    Volontaria: “Penso che il senso della vita sia relazionarsi con gli altri e anche lo scrivere ne fa par-te”

  • Alberto Figliolia

    Giornalista freelance e autore. Coordinatore come volontario di un laboratorio di lettura e scrittura creativa in un carcere Milanese. Un tempo allenatore di Basket, non pentito.

  • Maria Luisa Breccia

    “Ho condiviso con mio marito, il medico Stefano Tondi, una vita unita dall’amore e dalla dedizione alla cura degli altri. Con il racconto “L’altra metà di un filo” e la poesia “La carezza della sera”, af-fido a queste pagine la nostra storia. I testi ripercorrono il doloroso passaggio di Stefano da medi-co a paziente, il ricovero a Montecatone e l’intimità dell’assistenza a casa. Attraverso le parole, racconto la sacralità dei piccoli gesti e la forza di un legame che non si arrende alla malattia, tra-sformando oggi il voto della perdita nel proseguimento dei nostri comuni progetti di volontaria-to.”

  • Gianluca Molino

    “Sono nato a Napoli e vivo a Parma dal 2000. Dal 2015, anno dell’incidente che mi ha causato una lesione midollare completa a livello C4 – C5, sono paralizzato dal collo in giù. In questi anni, gra-zie alla possibilità di utilizzare un tablet con l’ausilio di un pennino capacitivo che uso con la boc-ca, ho coltivato diverse passioni, tra cui la scrittura, la musica e l’arte, trovando in esse importan-ti strumenti di espressione personale e creativa. Questo è il quinto anno consecutivo che parteci-po a questo concorso.”

  • Rosaria Scarpignato

    “Sono la mamma di Ilenia, mia figlia ha avuto un incidente il 04/07/2025 e siamo state ricoverate in Day Hospital a Montecatone dove ha pure frequentato la scuola in Ospedale.”

  • Rosaria Scarpignato

    “Sono la mamma di Ilenia, mia figlia ha avuto un incidente il 04/07/2025 e siamo state ricovera-te in Day Hospital a Montecatone dove ha pure frequentato la scuola in Ospedale.”

  • Massimo Centorrino

    “Nella vita mi occupo di collaudi nell’ambito Farmaceutico, sono un volontario delle Guardie Eco-logiche e Protezione Civile con la passione di scrivere delle poesie.”

  • Rosaria Scarpignato

  • Morena Cortini

    Operatrice Socio Sanitaria dipendente di Montecatone da oltre 20 anni.

  • Ahlam Khalaf

    Persona con disabilità

  • Valeria Luongo

    “Sono un insegnante in pensione dal 2008, anno in cui mia figlia Maria si operò al Niguarda per un neurinoma all’acustico acquisendo una grave cerebrolesione. Partecipo volentieri al concorso “Sempre IO” e mi confronto, così, con altri genitori, nutrendo le loro stesse preoccupazioni: che succederà ai nostri figli dopo di noi.“

  • Valeria Luongo

  • Valeria Luongo

    “Sono un insegnante in pensione dal 2008, anno in cui mia figlia Maria si operò al Niguarda per un neurinoma all’acustico acquisendo una grave cerebrolesione. Partecipo volentieri al concorso “Sempre IO” e mi confronto, così, con altri genitori, nutrendo le loro stesse preoccupazioni: che succederà ai nostri figli dopo di noi. “

  • Maria Aquino

    “Nel 2008 ho scoperto di avere un neurinoma dell’acustico grande quanto un’arancia. Mi manca-vano quattro esami per laurearmi in lettere classiche. Ora che sono affetta da una grave cerebro-lesione acquisita, la mia vita è cambiata. Avevo il mio metodo di studio e una media complessiva di 27/30. Non ho voluto riprendere il percorso universitario. Mi sentirei un pesce fuor d’acqua.”

Racconti

  • Prima classificata

    Giovanni Salmeri

    Sostituto Commissario della Polizia di Stato. Qualche anno fa, ho deciso di intraprendere lo studio universitario della psicologia per finalità e motivazioni strettamente personali. Sono siciliano di origini ma vivo a Forlì da quasi 20 anni. Giunto al III anno del corso di studi ho scelto la realtà del Montecatone R.I. per il tirocinio. L’attività di tirocinante mi ha permesso di scoprire un mondo a me completamente sconosciuto che mi ha colpito e affascinato

    Un “noir” sorprendente ambientato a Montecatone. Per l’Ispettore Merlisa, dopo inchiesta rapida e processo ancora più rapido, la condanna, durissima: ergastolo! Accogliere le sfumature, tuffarsi nelle diversità e non temere più il dolore altrui. Per tutta la vita.

  • Seconda classificata

    Maria Luisa Breccia

    Familiare di Persona con disabilità

    Una storia d’amore che continua oltre la morte, grazie alla forza di una donna che sa di aver avuto – con le parole del racconto – un dono straordinario che nessuna assenza potrà mai portare via.

  • Terza classificata

    Andrea Martelli

    Medico-Psichiatra in pensione. Ricoverato a Montecatone per lesione spinale dal 28 maggio al 16 dicembre 2025. Appassionato di sport, ha scritto sull’argomento alcuni libri e curato altre pubblicazioni di storia e tradizioni locali.

    Sceneggiatura surreale che sfida i limiti dello spazio e del tempo, per trasformare Montecatone nel set di un film tra il neorealismo e la fantasia, come nel mitico “Miracolo a Milano” di Vittorio De Sica

  • Franca Morotti

    Madre del protagonista. Ex insegnante ora pensionata. Tutta la famiglia si prodigò per dare la massima autonomia possibile.

  • Manuel Frassinetti

    Ex escursionista, con mielolesione parziale, vedovo e con una nuova famiglia con formazione liceale e piccolo imprenditore. Non rinuncia a vivere e sceglie di andare oltre i limiti della sua condizione. Lotta con la figlia adottiva per migliorare le condizioni di quest’ultima.

  • Valeria Burchiellaro

    “Sono una ragazza disabile che ha avuto tempo fa una emorragia cerebrale che ha solo interessato la parte motoria.”

  • Valeria Burchiellaro

    Persona con disabilità

  • Agnes Cristina Piliego

    Studente Suola in Ospedale. “Sono nata in Ungheria e all’età di 6 anni e mezzo sono stata adottata dai miei genitori, Viviana e Sergio; il mio arrivo in Italia è stato faticoso, ma appena imparata la lingua ho iniziato a scrivere con passione, ho tanti diari. Adesso ho 14 anni e ho commesso degli errori che sto pagando, ma la mia famiglia non mi abbandona, spera possa recuperare la mia vita e vivere i miei sogni.”

  • “Ho 47 anni e vivo in Italia da vent’anni. Sono mamma di due gemelli di 17 anni, lavoro come educatrice, una professione che considero profonda, stimolante e a tratti felicemente divertente. Amo ciò che faccio e la possibilità di accompagnare gli altri nel loro percorso.”

  • Nicola Maria Frecina

    Ricoverato a Montecatone dal 2018 al 2019

  • Mirella Nino

    Mamma di Nicola ricoverato a Montecatone 2018 – 2019

  • Marta Orlando

    Familiare di persona con disabilità

  • Maura Preti

    “15 anni fa ho subito un danno cerebrale dopo un intervento che doveva essere banale, sono ri-masta in come per 40 giorni. Sono stata trasferita alla Terapia Riabilitativa dell’Ospedale Mag-giore dove ho iniziato un faticoso e doloroso recupero. Poi alla Casa dei Risvegli … ora sono qui!”

  • Rafaella Bruno e Simone Marinelli

    Coppia nella vita e nell’impegno sociale, Simone e Raffaella Marinelli raccontano come il loro legame abbia superato la tempesta di un grave incidente nel 1987. Da quella ferita condivisa è nata la cooperativa SuperHando, che trasforma la sventura privata in risorsa per i diritti delle persone con disabilità.

  • Lorenzo Vaina

    “Affetto da malattia autoimmune con coinvolgimento spinale, dopo alcuni mesi di ricovero nel reparto di neurologia, iniziai una terapia riabilitativa, dapprima a Reggio Emilia, poi a Montecato-ne ed infine di nuovo a Reggio Emilia in trattamento ambulatoriale. Riporto tutt’ora delle lesioni e sono felicissimo dal risultato raggiunto. Riacquistare la capacità di scrivere è stata una mia preoccupazione, scrivo raramente eppure con passione e soddisfazione.”

  • Andrea Giurdanella

    Persona con disabilità

  • Filippo Pilato

    Persona con disabilità. “Ho avuto molto tempo per pensare a quello che era successo e sentivo la necessità di mettere nero su bianco quello che, per me, è stato e quello che, per me, sarà della mia vita…”

  • Romano Samorì

    Quasi sessant’anni di vita muovendosi in carrozzina; più volte vincitore della sezione Racconti del concorso SempreIO

  • Valeria Luongo

    Familiare di Persona con disabilità

Interviste

  • Prima classificata

    Intervista a Egidio Casati [1]

    Carabiniere in congedo e operatore umanitario Colibrì onlus

    Per aver dato voce a un “nessuno” che invece, sia nella vita professionale che nel volontariato, ha saputo essere “qualcuno” che rimarrà impresso, con tutta la forza della sua storia, nella memoria di chi legge

  • Seconda classificata

    Intervista a Fabio Meini [1]

    Durante il ricovero a Montecatone nel 2026 ha partecipato al laboratorio di scrittura. Nella tra-scrizione sono state mantenute le naturali inflessioni toscane del parlato di Fabio, per preservarne la genuinità e quel colore che rende la narrazione più autentica contribuendo a rendere l’esperienza dell’intervista più diretta e coinvolgente anche per chi l’ha raccolta con viva partecipazione umana.

    Per aver raccontato un uomo, il suo carattere, le sue paure, la sua gentilezza e la sua forza, che c’erano prima di Montecatone e ci saranno anche dopo

  • Intervista a Mirella Rosta [1]

    Legata alle sue amiche da rapporti che durano da oltre 40 anni, Mirella ha attraversato insieme a loro le diverse fasi della sua vita, costruendo legami profondi basati sulla presenza e sul sostegno reciproco. Durante un percorso molto difficile a Montecatone l’autrice attraverso il racconto delle sue esperienze descrive un’amicizia autentica, capace di unire forza e leggerezza, dolore e risate, mostrando come i legami più veri si riconoscano soprattutto nei momenti di fragilità.

    Per aver raccolto voci vere, fragili e luminose: storie di mani tese, di presenze silenziose, di legami che continuano a dire “ci sono” anche dentro la fatica.

  • Intervista a Chiara Cappelli [1]

    Chiara è una psicologa di 40 anni che fin dalla nascita convive con una Paralisi Cerebrale Infantile

  • Intervista a Erika Muratori [1]

    Donna di circa 33 anni con una malattia rara che vive a Sasso Marconi, svolge attività di volontariato a beneficio dei bambini in Ospedale.

  • Intervista a Silvia Masetti [1]

    Ex assistente agli anziani con genitori del Nord e del Sud, Silvia si è raccontata senza mai smette-re di sorridere e, molte volte, di ridere.

  • Intervista a Salvatore Seu [1]

    Cittadino del mondo con le radici in Sardegna

Fotografie

  • Prima classificata

    Benigno Sarno

    Persona con disabilità. “Sono entrato quasi per gioco nel mondo della fotografia, senza immagi-nare che sarebbe diventata una parte così importante di me. Con il tempo ho capito che fotogra-fare, per me, non significa solo scattare una foto, ma catturare emozioni, anime, sorrisi e attimi autentici che spesso sfuggono a un occhio distratto. Ogni scatto racconta una storia, ferma un’emozione e dà valore a quei momenti che meritano di essere vissuti e ricordati per sempre.”

    Siamo così sicuri di ascoltarci quando parliamo?

    Siamo così sicuri che il nostro punto di vista sia l’unico possibile?

    L’autore, esprimendo il proprio punto di vista, sicuramente non banale, sembra volerci ricordare l’importanza nella vita personale, familiare e lavorativa, di tener conto del punto di vista dei nostri interlocutori, non abbiamo preso in considerazione o non abbiamo capito.

    Guardare empaticamente e condividere con gli altri ci permette di elaborare una sintesi non perfetta ma sicuramente più vicina alla “verità”.

  • Seconda classificata

    Claudia Pierantoni

    Insegnante della Scuola in Ospedale. Nata a Bologna nel 1961 insegna scienze naturali nelle scuo-le superiori e nella scuola in Ospedale di Montecatone da molti anni.

    L’autore, con questa bellissima immagine, forse ci vuole invitare a non soffermarci sul presente ma di proiettare sempre il nostro sguardo avanti, nel futuro. Tenere la barra dritta, concentrati sul nostro percorso di vita e i nostri obiettivi.

    Potremmo poi fare diversamente? No, non esiste alternativa….

    Certo, guardare oltre, non vuol dire vedere nitidamente quello che sarà il nostro futuro.

    Sarà migliore del presente? Ce lo auguriamo consapevoli comunque che nuvole e chiaro/scuri non ci abbandoneranno mai.

  • Terza classificata

    Ilaria Pareschi

    Studente Scuola in Ospedale, studentessa del Liceo Laura Bassi (BO) IV° anno.

    1. Chi non ha FB, Instagram, wa, Telegram nel proprio cellulare? Siamo tutti immersi in un mondo sempre più “social”

    100, 500, 1000 followers interessati a quello che pubblichiamo per condividere la nostra vita e sentirci meno soli.

    Quante relazioni e milioni di parole “spediamo” con i nostri cari per farci amare?

    Allora perché troppo spesso ci sentiamo soli e, forse un po’ vuoti?

    L’autore forse ci riporta all’essenza della comunicazione. Quella fatta di poche parole, vere.

    Quelle che escono dal cuore.

  • Pierantoni Claudia

    Insegnante della Scuola in Ospedale. Nata a Bologna nel 1961 insegna scienze naturali nelle scuole superiori e nella scuola in Ospedale di Montecatone da molti anni.

  • Pierantoni Claudia

    Insegnante della Scuola in Ospedale. Nata a Bologna nel 1961 insegna scienze naturali nelle scuole superiori e nella scuola in Ospedale di Montecatone da molti anni.

Canzoni

  • Prima classificata

    Gianluca Molino

    Persona con disabilità

    Presentazione: Mi chiamo Gianluca Molino, sono nato a Napoli e vivo a Parma dal 2000. Dal 2015, anno dell’incidente che mi ha causato una lesione midollare completa a livello C4 – C5, sono paralizzato dal collo in giù.
    In questi anni, grazie alla possibilità di utilizzare un tablet con l’ausilio di un pennino capacitivo che uso con la bocca, ho coltivato diverse passioni, tra cui la scrittura, la musica e l’arte, trovando in esse importanti strumenti di espressione personale e creativa. Questo è il quinto anno consecutivo che partecipo a questo concorso.

    Un testo che non nasconde le difficoltà e non fa concessioni buonistiche, ma al tempo stesso incoraggia a scoprire la forza che c’è dentro il respiro

    “Non mi muovo

    Ma sento tutto

    E questo basta per lottare

    Perché vivere davvero

    È non smettere di amare”

  • Seconda classificata

    Passarella Mirko

    Persona con disabilità. “Sono Mirko, nome d’arte circo. Mi sono messo in gioco per raccontare un pezzettino di avventure che mi sono capitate.”

    Un rap che non fa sconti al passato del protagonista, che ripercorre tutte le avventure in cui si è buttato senza freni, e rimane fedele a sé stesso pur con una nuova condizione e nuove consapevolezze

    “la libertà è la mia disciplina

    Se mi vedi sfrecciare

    Non chiamarmi matto

    Sto solo vivendo come ho sempre fatto

    La rabbia in tasca

    Il destino in mano

    Ogni cicatrice mi parla piano

    Fraté sei vivo ed è già un dono umano”

  • Terza classificata

    Andrea Marchese

    Persona con disabilità
    Presentazione: In carrozzina dal 2005, autore del libro e della canzone Drum Different

    Questa canzone è la colonna sonora di un progetto di innovazione musicale, in cui il protagonista ha messo in gioco tutta la sua passione per trovare il modo di continuare la sua carriera di batterista, ma non si è fermato alla propria realizzazione personale – ideando un metodo che altri potranno copiare o da cui potranno prendere ispirazione

  • Mirko Passarella

    Persona con disabilità

  • Gianluca Molino

    Persona con disabilità

  • Gianluca Molino

    Persona con disabilità

  • Gianluca Molino

    Persona con disabilità

Archivio

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SEMPRE IO 2025 – Concorso fotografico

Raccolta delle opere del quinto concorso “Sempre Io” 2025 – Fotografie

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Raccolta delle opere del quinto concorso “Sempre Io” 2025 (poesie, racconti e interviste)

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