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Sport e disabilità: la testimonianza che apre il dialogo tra ragazzi

All’Istituto Comprensivo 13 “Leonardo Da Vinci” di Bologna lo sport è diventato un terreno concreto per affrontare disabilità, fragilità e rinascita.


a cura di Ufficio Stampa MRI – All’Istituto Comprensivo 13 “Leonardo Da Vinci” di Bologna lo sport è diventato un terreno concreto per affrontare disabilità, fragilità e rinascita: su invito del professor Marco Russo, docente di educazione fisica, Paolo Martinelli – operatore del gruppo “Rieducazione attraverso il Gesto Sportivo” del nostro istituto – ha incontrato oltre cento studenti di sei classi seconde medie. Con lui, un testimone d’eccezione: Marco Vortice, classe 2010, che ha condiviso la sua esperienza.

Nel corso di sei ore di educazione civica, l’incontro si è sviluppato attorno a una domanda essenziale: cosa significa vivere una disabilità? «Ho cercato di far conoscere le problematiche fisiche che portano a una disabilità, sia acquisite sia dalla nascita – racconta Martinelli – e tutto il lavoro che quel mondo richiede, soprattutto quello che “da fuori” non si vede». Un racconto diretto, che ha aperto uno spazio di confronto autentico.

Dalla testimonianza di Marco – focalizzata sul prima, il trauma e il percorso di recupero – il dialogo si è esteso rapidamente ai ragazzi. Ne è nata una discussione partecipata su temi complessi: lutti, delusioni, bullismo. Non solo condivisione, ma anche ricerca di strumenti per affrontarli. Le risposte emerse convergono su tre riferimenti chiave: sport, famiglia, Amici.

«Temevo che l’età potesse essere un limite – prosegue Martinelli – invece mi ha colpito il feeling che si è creato con Marco: dopo pochi minuti parlavano apertamente di temi delicati, in modo reciproco». Un segnale chiaro: quando il linguaggio è autentico, i più giovani lo riconoscono.

A chiusura dell’incontro, una frase lasciata da Marco sintetizza il senso dell’esperienza:
«Non sono le gambe che fanno la strada, ma la determinazione del cuore».

È in questa prospettiva che si inserisce la Rieducazione attraverso il Gesto Sportivo del nostro istituto: un approccio che utilizza il movimento come strumento terapeutico per recuperare funzioni, rafforzare l’autonomia e sostenere la dimensione psicologica e relazionale. Non solo attività fisica, ma un percorso che accompagna il ritorno alla vita quotidiana, trasformando il gesto sportivo in esperienza e possibilità concreta di ripartenza.

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