Una medicina chiamata natura

Maura Preti

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“15 anni fa ho subito un danno cerebrale dopo un intervento che doveva essere banale, sono ri-masta in come per 40 giorni. Sono stata trasferita alla Terapia Riabilitativa dell’Ospedale Mag-giore dove ho iniziato un faticoso e doloroso recupero. Poi alla Casa dei Risvegli … ora sono qui!”

Ho 68 anni e sono disabile da 15. La mia vita è stata stravolta 15 anni fa. Un intervento banale si è trasformato in due giorni in una tragedia per me e i miei cari.
Non saprei spiegare la mia uscita dal Coma profondo, il mio recupero seppur parziale, peri medici è considerato miracoloso.
Ho dovuto arrampicarmi su superfici scivolose, accettare umiliazioni pesanti da burocrati inutili, che scaldano poltrone e ricevono lauti stipendi pagati dai cittadini onesti.
Dopo tanto, cerco di vivere la mia disabilità in modo sereno. Sono tornata al lavoro accumulando contributi necessari per una pensione decorosa.
Sono un agronomo e insegnante: il mio lavoro mi ha consentito di restare a contato con persone giovani, nel lavoro e nella vita; penso sia stato un elemento favorevole al recupero dell’autonomia.
La Natura, anche lei indispensabile per il recupero, mi ha sollecitato e dettato regole che sono fondamentali per capire la vita.
In un mondo che cerca di fare della fretta un valore, le piante ci mostrano che l’attesa, il tempo, la pazienza, possono migliorare la nostra vita, semplicemente.
La natura non chiede nulla, la natura accoglie; ci insegna il segreto della vita, però bisogna osser-vare bene bene per farne beneficio.
A cominciare dalle piccole cose, osserviamo quello che ci circonda: un fiore che sboccia, una for-mica che si sposta: Il segreto della vita è lì dentro, basta osservare.

Le stagioni, Chi vive in città forse non se ne rende conto, sono un succedersi di elementi indispen-sabili per la vita: le temperature, l’irraggiamento solare, l’aria, l’umidità, gli odori…
In questo pianeta ci troviamo tutti, ognuno cerca di trovare il suo spazio, la sua collaborazione per vivere meglio.
Le piante hanno un compito fondamentale, producono ossigeno: senza di loro gli organismi non sarebbero in grado di vivere.
Direi che ci offrono ossigeno è riduttivo: le piante assorbono la CO2, forniscono tantissime sostan-ze: frutti, semi, foglie, radici, olii, aromi…
Sono elemento: poi ci facciamo poche domande su cosa mangiamo;
per esempio del carciofo si cucina il fiore, della carota la radice, della cipolla le foglie, della pata-ta il fusto, della castagna il seme ….
Mi riconosco nelle piante: nei loro movimenti lenti, nell’utilizzo dell’acqua, del sole, del vento, de-gli animali senza sfruttali.
Gli alberi sono un habitat di vita nascosta, non sempre visibile, li possiamo però sentire: amo il canto mattutino del codirosso chiacchierone e del melodioso usignolo nelle sere d’estate.
Gustare i raggi tiepidi del sole in autunno, cogliere i cambiamenti del colore verde delle foglie: a volte tenero o brillante, a volte intenso quasi arrogante, poi morbido e pacato ….
Uscire, respirare, sentirei suoni, gli odori è miracoloso, solo chi ha vissuto esperienze traumatiche capisce.
In Giappone i Medici hanno studiato un metodo per curare, prescrivono una cosa molto semplice: CAMMINARE NEL BOSCO, Senza fare niente, senza obiettivi, senza contare i passi.
Si chiama shinrin-yoku “bagno di foresta”.
Per ascoltare la musica della natura bisogna allontanarsi dai rumori artificiali; ideali sono un par-co, un prato, un bosco, una radura.

Ascoltare i suoni, le foglie accarezzate dal vento, il rumore martellante del picchio, quelli più lievi del rodilegno. Il ronzio leggero delle api, e poi quello forte di api nere, bombi e calabroni …

La natura è severa: non permette a nessuno di infrangere le sue regole;
un equilibrio studiato e sperimentato in milioni di anni, non è casuale è il risultato di una selezio-ne efficace.

In natura non esistono scorciatoie, esistono solo i ritmi: lo scorrere del tempo, le stagioni, proteg-gere i frutti e la terra è l’unico modo per stare BENE.

La natura sceglie ed è spietata: chi merita di vivere e chi deve donare la vita per gli altri.
IL SEME: un seme è un miracolo, racchiuso in un piccolo granello c’è una vita fantastica.
Dopo alcuni giorni con un po’ di umidità e tepore sbucano foglioline strane e dentro un minuscolo germoglio…. Vuole attenzioni e cure eppure ha una vitalità esemplare: alcune piante sono in gra-do di compiere il ciclo vitale in pochi mesi, per altre servono anni.

Gli antichi conoscevano le virtù dei vegetali e li usavano non solo per stare bene ma anche per guarire.

Un fungo il Penicillium chisogenum, la “penicillina” ha salvato tante vite,
l’acido salicilico che veniva estratto dal salice è un antinfiammatorio …

Se sei fuori e ti fai un taglietto puoi curare una piccola ferita con la foglia della piantaggine, l’equiseto è un ottimo mineralizzante.
Contro le scottature il fiore di iperico macerato in olio di oliva.
Sei punto da un insetto: devi usare la lavanda, la strofini riduce il fastidio.
Ti serve la malva se fatichi ad addormentarti,
poi se metti sul cuscino alcune gocce di olio di lavanda riposi sereno.
Da provare la melissa e l’alloro se mangi un po’ troppo.
Il basilico ottimo per fare il pesto per le trofie, ha un profumo energizzante.
La menta piperita o glaciale in infusione è rinfrescante e disseta, il Tè alla menta marocchina un classico.
La salvia ottima in cucina e anche per denti e gengive. L’erba cipollina che si può coltivare sul bal-cone.
L’olio di rosmarino per chi vuole mantenere i capelli forti e in salute.
Anche la bistrattata gramigna può essere utilizzata.
Attenzione però in natura esistono anche piante molto velenose: la comune Cicuta che cresce ovunque i semi del Ricino letali, il bellissimo Stramonio…

Forse non ci pensiamo ma in un prato, un bosco, un giardino, un orto possiamo trovare delle ri-sposte per migliorare la nostra esistenza.

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