Perché

Filippo Pilato

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Persona con disabilità. “Ho avuto molto tempo per pensare a quello che era successo e sentivo la necessità di mettere nero su bianco quello che, per me, è stato e quello che, per me, sarà della mia vita…”

Ho un pensiero ricorrente: che mi è successo e perché?

La prima parte della frase è facile (un incidente), il “PERCHE’” rimane ancora per me un vero mistero.

L’unica cosa che mi fa stare tranquillo e sereno è che non ho fatto male a nessuno e sono l’unico che ha avuto conseguenze brutte. Credo che forse stavo sbagliando qualcosa, che stavo sprecando del tempo, ma Dio mi ha dato una nuova opportunità, sono io che devo capire cosa ci posso fare.

Ovviamente, la vita è andata avanti, non poteva stare ad aspettarmi, e quindi ho iniziato a fare la fisioterapia, la neuropsicologia, la logopedia e un po’ del mio lavoro (un po’), ma ho scoperto cosa significa la parola “dipendere” però ho ricordato a me stesso che sono fortunato:

la mia famiglia mi vuole bene e tanti amici, più di quelli che mi aspettavo, mi hanno dimostrato affetto.

 

Quindi per concludere, lo spettacolo deve andare avanti, signori fate il vostro gioco.

 

NB

Vorrei lasciarvi una frase che mi ha accompagnato in questo percorso:

“Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie” … forse mi fa ricordare che, come le foglie autunnali, la nostra vita può finire in un colpo di vento.

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