Basta un attimo

Intervista a Salvatore Seu [1]

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Cittadino del mondo con le radici in Sardegna

Salvatore, ci conosciamo da tanti anni, vogliamo sintetizzare che tipo sei?

Guarda, ti dico che a 17 anni sono andato via dal mio paese in Sardegna, Ozieri, che mi andava stretto, avevo una gran voglia di indipendenza.

Sono andato a fare una scuola di florovivaismo a San Remo. Non mi sono trovato bene: rotta su Parma dove ho fatto un corso che mi ha dato un diploma europeo come Cuoco e pizzaiolo, lì si che mi sono trovato! Tanti sogni che a 22 anni mi hanno portato a fare proprio il cuoco e pizzaiolo a Tenerife e l’idea piano piano di aprire qualcosa di mio e insegnare il mestiere a qualcuno più giovane. A un certo punto ho pensato “tutto il mio destino è nella mia abilità con queste mani, le dovrei assicurare perché se dovesse capitarmi qualcosa e perdessi l’uso delle mani …”

 

E purtroppo è davvero arrivato l’incidente

 

Si avevo 29 anni e di lì a poco sarei andato a lavorare in Svizzera. Un lunedì sera tornando dal lavoro ho preso una strada secondaria per evitare eventuali controlli, sapendo che forse avevo bevuto troppo…. Cosa sia successo non lo so perché non ricordo nulla, ma so che mi hanno trovato fuori dall’abitacolo la mattina successiva, pensa che sembravo morto. È buffo: non mi ricordo niente del mio incidente, ma da ragazzo come boy scout mi sono prestato a fare la cavia in una simulazione che serviva da formazione per gli ambulanzieri e i vigili del fuoco, quindi sono stato incastrato in un’auto, disincastrato con la fiamma ossidrica e soccorso per andare in Ospedale…. Dai in pratica non ho un ricordo vero ma ho un ricordo quasi vero! Ah poi ho anche un ricordo vero, bello fresco: l’ultima volta che sono stato a Montecatone, tornando in macchina dall’aeroporto di Alghero… Non ci crederai, ma siamo stati tamponati dai Carabinieri! Stavolta solo danni alla macchina, meno male.

Comunque tono al mio primo incidente, dopo il quale mi hanno ricoverato a Sassari in rianimazione: ho avuto fortuna perché “grazie” all’incidente si sono accorti di un tumore al testicolo che mi avrebbe portato al creatore in pochi mesi. Per la verità io qualche sintomo lo avevo avvertito, ma dovevo ammettere che la paura mi aveva fatto tirare avanti senza confidarmi neanche con mia mamma. Primo suggerimento: non sottovalutate mai i segnali del vostro corpo!

 

E dopo la rianimazione?

 

Eh non correre… già durante l’intervento ho avuto un arresto cardiaco, quindi la cosa è stata più complessa del previsto. Finalmente mi hanno portato all’Unità Spinale di Cagliari dove ho avuto un altro problema grave, per una manovra fatta male nel togliermi la Cipap mi hanno dovuto defibrillare. In quel momento, ho il ricordo preciso di una luce bianca, immensa davanti a me; mi sentivo fluttuare come una foglia che invece di cadere oscilla verso l’alto. Mi hanno preso per i capelli: il momento in cui mi hanno salvato lo ricordo come una caduta vertiginosa.

Sono rimasto in Unità Spinale a Cagliari 9 mesi ma non progredivo minimamente. Devo ringraziare il medico di Ozieri perché ha trovato il modo di farmi arrivare a Montecatone dove ho trovato un po’ di angeli: la Dottoressa China, la Dottoressa Capirossi, la pneumologa Cinelli che contro ogni pronostico mi ha tolto la tracheo …

 

E quindi sei tornato a Ozieri

 

Come avrai capito, Ozieri non è il mio posto del cuore, ma mi sono organizzato per viverci. La casa è fornita di dispositivi domotici: le tecnologie sono un grande aiuto per la vita quotidiana.

La regione Sardegna tramite Provincia e Comune mi fornisce alcuni aiuti. Purtroppo di tanti parenti che ho, e di tanti amici che avevo, non mi è rimasto molto su cui contare; per un tipo come me così animato dalla voglia di indipendenza, dipendere da qualcuno per ogni atto della vita quotidiana è veramente difficile. La verità è che la mia vita è basata sulla mia Mamma. Lei è una forza autentica, e non si è mai lasciata andare al pietismo.

Due grandi ostacoli nella mia vita sono le piaghe, che quando arrivano limitano ancora di più la possibilità di muoversi e vivere e che a volte si chiudono solo dopo anni, e il dolore neuropatico – che non ti molla neanche di notte. Credo che nel campo del trattamento antalgico la Sardegna non sia all’avanguardia e ne pago le conseguenze; su tante cose, preferisco quindi fare riferimento a Montecatone. Adesso sono a Montecatone per riprendermi dopo un intervento importante all’intestino. Per la verità l’intervento in sé è andato benissimo, solo che some al solito ho voluto esagerare e mi sono preso una polmonite!

Sto anche pensando di portare qui a Montecatone un mio amico che lavora per le iene: per una volta potrebbero andare a scoprire non una criticità, ma una esperienza che funziona, e raccogliere le storie di chi passa di qui che sono un patrimonio di vita.

 

So che condividiamo la passione per il basket….

 

Si in effetti nelle mie giornate molto spazio è occupato dallo sport. Da tutti gli sport, non solo il basket: sono un grande appassionato, ad esempio ultimamente guardo moltissimo il tennis.

Un’altra grande passione l’ho conquistata qui a Montecatone, grazie al laboratorio Reinserart di Vincenzo Gualtieri, ed è la pittura.

Incontrare Vincenzo è stato un caposaldo per la mia vita. È stato capace piano piano di convincermi a provare, e poi di seguirmi per trovare le strategie giuste…. Dipingere mi ha permesso di vivere dei momenti di autentica libertà creativa. Ho fatto il mio ultimo quadro qui, proprio nell’ultimo periodo di vita di Vincenzo che ancora una volta mi aveva trascinato. Devo ammettere che adesso faccio fatica a pensare di tornare al terzo piano, sapendo che il mio Maestro non c’è più. Adesso sono fermo con la pittura per colpa del dolore neuropatico, ma spero vivamente di riuscire a diminuirlo, almeno per poter riprendere – perché fino a un certo punto. La pittura era stata capace di farmi dimenticare il dolore.

 

So che un’altra passione è quella di essere di aiuto per i giovani…

 

Si, come ti ho detto all’inizio mi piacerebbe pensare che la mia esperienza sia di aiuto per i più giovani. Non posso insegnare a fare il pizzaiolo, ma vorrei comunque trasmettere un messaggio forte anche se sembra banale: pensate con coscienza alle scelte che fate,

basta un attimo!

[1] a cura di Claudia Corsolini, operatrice di Montecatone

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