Libertà

Intervista a Chiara Cappelli [1]

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Chiara è una psicologa di 40 anni che fin dalla nascita convive con una Paralisi Cerebrale Infantile

Intervista a Chiara Cappelli [1].

Chiara è una psicologa di 40 anni che fin dalla nascita convive con una Paralisi Cerebrale Infantile

Ho dato questo titolo perché ad oggi le persone con disabilità Devono e lo sottolineo avere la Libertà di essere sé stessi senza essere giudicati o distinti.

Chiara è entrata a Montecatone 6 anni fa. Fin da quando ha cominciato a frequentare la struttura ha sempre fatto parte del programma di Day Hospital, ciò significa che il paziente non dorme nel centro riabilitativo bensì torna a casa per pernottare, ma durante il giorno si reca in ospedale per svolgere la riabilitazione, qualunque sia la patologia di cui si soffre.  Quando parliamo di questa paralisi intendiamo un gruppo di disturbi neurologici non progressivi causati da lesioni permanenti al cervello in via di sviluppo, che si verifica durante o dopo la nascita. Chiara fa parte di un’associazione chiamata “Vita Indipendente”, la quale garantisce una vita autonoma alla persona con disabilità, con un’attenzione particolare però a chi soffre di una patologia dal momento della propria nascita. Questo circolo ha anche lo scopo di non far sentire la persona disabile estraniata dal mondo, dandogli supporto, non perché si sia costretti ma perché si ha la volontà di farlo. Una delle risorse più importanti che sono necessarie per un risultato migliore è il supporto famigliare, poiché la persona disabile se affiancata e soprattutto nel modo giusto può essere fondamentale per una migliore riuscita alla fine della riabilitazione. Tutto ciò è ancora più importante quando l’empatia e l’altruismo da parte di altre persone, ma anche degli Enti pubblici mancano, dato che molto spesso succede che davanti ai propri occhi non si pensa di avere un cittadino a tutti gli effetti, ma anzi una persona che necessita di attenzioni continue e che non sappia svolgere neanche le azioni più semplici, cosa che non è vera. Solitamente un fattore da cui derivano questi pregiudizi è la discriminazione, il che purtroppo è molto presente.

Chiara si è trovata varie volte in situazioni di disagio a causa delle distinzioni che ad oggi si compiono, ma ciò che subisce e ha subito a Montecatone non succede poiché non ci sono stereotipi che vengono alimentati dalle dicerie della gente che non conosce la situazione per quella che è.  Secondo ciò che lei dice, che è verità pura non si è mai smesso di esistere, semplicemente mi devo solo ritrovare se mi è capitato di perdermi.

Come è stata la prima volta che sei tornata a casa dopo essere rimasta a Montecatone? In verità ho sempre frequentato il Day Hospital seguita da Sanguinetti e il suo team, la prima volta che sono tornata a casa sono stata contenta perché la mia famiglia ha visto subito dei miglioramenti in me e questo mi ha molto gratificato.

Come ti ha accompagnato nel tuo percorso la tua famiglia? Mi hanno accompagnata e affiancata il che non è scontato e per me è stato importante, infatti mi hanno motivato non come paziente ma come amica e parente.

[1] a cura di Arianna Raggi, studentessa del 4° anno della Scuola Paolini-Cassiano di Imola, in stage a Montecatone

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