Canta se la risalita è dura

Romano Samorì

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Quasi sessant’anni di vita muovendosi in carrozzina; più volte vincitore della sezione Racconti del concorso SempreIO

Lunga e diritta correva la strada
Forte il motore cantava ….

Mai avrei immaginato che uno starnuto potesse farmi perdere il controllo dell’auto ma è successo
Cazzo che botta ho sentito le ossa scricchiolare, è troppo grossa non riesco a reggerla, mi arrendo lascio che la luce si spenga

Sono ancora di questo mondo e sono in ospedale
La luce sta tornando, è poca e filtra da una serranda abbassata, intorno rumori sconosciuti, passi rapidi e voci quasi sussurrate che faccio fatica cogliere.
-È messo male-
mi sembra di capire
Mi metto in ascolto di me stesso, il dolore non è fortissimo ma il mio corpo è diventato pesante, macilento, non mi obbedisce più
Altri pezzi di frasi mi arrivano – che sfiga nera
-l’unico albero su quel tratto di strada,
-se c’è la farà a vivere sarà da seduto, schiena rotta gambe andate

Apro un occhio mi guardo attorno e non vedo camici bianchi ma inquietanti figure, sui visi le ma-schere nere della peste.
Non credo di essere in me
-Che sfiga nera-
Mi martellano in testa queste parole
Nera, Nera, Nera
Tum, tum, tum
-Là c’è una porta rossa e vorrei tingerla di nero-
mi grida Mick Jagger direttamente nel cervello e io mi metto a cantare la versione italiana della Caselli – Di notte il cielo senza stelle è tutto nero, così il mio cuore fino all’ultimo pensiero, non ha più colore la mia vita senza di te –
Qualcuno mi guarda con strana meraviglia, matto o sballato avrà pensato, taccio e mi tiro la co-perta fino alle orecchie.
Proverò a dormire al resto penserò domani o dopo
Il sonno arriva ma non è quieto, ritornano in sogno le maschere nere da monatto e un corvo gigan-te che gracchia
-Nevermore … Nevermore-
-Mai più … Mai più
Accidenti a me e a quella volta che comprai i racconti e le poesie di Edgard Allan Poe
Tiro due sassate al corvo e lo faccio fuggire, ma poco dopo arriva Leonard Cohen, anche lui canta e mi dice che non ci sono cartoline nella buca delle lettere, non ci sono più grappoli di uva nella vi-gna, non ci sono più cioccolatini nella scatola e non ci sono più Diamond in the Mine. Un disa-stro.!
Mi sveglio, senso di angoscia
Sono spaesato
Faccio un profondo respiro e provo a spegnere il cervello
Ci penserò nei prossimi giorni si, forse ho in circolo qualche farmaco “strano” ho bisogno di essere lucido
Qualche giorno e i “corvi” spariscono, restano solo i capelli neri e corti di una infermiera con sguardo vivace e sorriso radioso.
Carina, molto, mi piace
Vederla andare avanti e indietro mette buon umore
Incubi finiti non tingerò niente di nero e se nella miniera non ci sono più diamanti cercherò altro Oro?
I Want a Give, I Want a Live Eccolo lì Neil Young che mi invita a farmi minatore, a cercare il mio Heart of Gold prima che sia tardi, prima di invecchiare
Cerchiamole queste pepite, vediamo cosa è rimasto e come spenderle
Adesso canto
Domani mi metto all’opera

Passato lo sballo da sedativi torno a riconoscermi
Non è poco quello che trovo, non sono solo spiccioli di esistenza.
Io sono io anche spezzato in due
Potrò permettermi di spendere non ci saranno solo tristi rinunce
Unica vera rinuncia sarà scalare il Cervino insieme a Valter Bonatti.
Era lui il mio supereroe
Quanto mi piacciono i monti e i boschi, e la mia casa a mezza costa su una collina coperta da fag-gi e castagni
Accantono i monti e vado verso il mare dove Ivano Fossati mi vorrebbe navigante senza conoscere il mare, contadino senza conoscere la terra, soldato senza conoscere la guerra, conoscitore della notte senza averne paura e corridore di corse in salita che ogni tanto alza la testa per vedere se è finita.
Canto
Facendomi navigante potrei anche incontrare Livingstone il gabbiamo ma amo di più Gli Aironi Neri che attraversano il cielo
Canto anche questa
Mi piace l’idea di umani Nomadi, mai fermi, costantemente in cerca di orizzonti nuovi e in volo è più semplice lanciare Uno Sguardo Verso il Cielo
Ho la sorte di essere vivo e non ho nessuna intenzione di essere – Come un ramo secco abbando-nato che cerva inutilmente di fiorire –
Voglio che questo vivere lasci Orme
Dopo tanto cantare non ci starebbe male un ballo, magari un sensuale tango con la bella dai ca-pelli neri e corti
Chiedo al mio amico argentino Leon Gieco di farmi ballare e mi risponde che lui – Hoy Bailarè fino a que se conviertan en polvo mis pies.
Accetto la proposta, certo non mi polverizzeranno i piedi ma farò di tutto per fare stridere le gomme e cingolare i cuscinetti delle ruote
Il brano non è un tango ma va benissimo
La bella ragazza invece ha già chi le fa ballare il tango ….
Pazienza oggi ballerò comunque
Mi sento bene ho ripreso ad uscire, non ho più capogiri quando sono all’aria aperta, e il sole non mi acceca e non mi abbaglia come le prime volte
Ho bisogno di qualcosa di energico che mi dia la carica Una tromba squillante potrebbe andare bene
Hijos of Sanchez di Chuck Mangione andrà benissimo e il testo è splendidamente adatto
-Senza sogni, speranza e dignità l’uomo morirà-
Questa non la canto io, metto il volume al massimo e godo

Sono pronto, vita sono tornato

L’AUTORE RINGRAZIA PER L’ISPIRAZIONE:
Canzone per una amica – Francesco Guccini
Paint it black – Rolling Stones
Tutto Nero- Caterina Caselli
Il Corvo – Edgard Allan Poe
Diamond in the Mine – Leonard Choen
Heart of Gold – Neil Young
Naviganti – Ivano Fossati
Gli Aironi Neri – Nomadi
Uno Sguardo verso il Cielo – Le Orme
Hoy Bailarè – Leon Gieco
Hijos of Sanchez – Chuck Mangione

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